21.1.18

Wait... It's a gimme!

DOMENICA ANCORA UNA volta di gran sole, qui a Milano, e Doonesbury grazie a Garry. B. Trudeau


14.1.18

Creepy.

COME OGNI DOMENICA, assolata come questa oppure no, torna Doonesbury grazie a Garry B. Trudeau


7.1.18

Blah, blah, blah...

TORNA DOONESBURY DI Garry B. Trudeau come ogni benedetta domenica


31.12.17

Give it a chance

ARRIVO UN PO' in ritardo, ma buon anno! Con Doonesbury di Garry B. Trudeau, anche l'ultima domenica dell'anno...


28.12.17

I commenti a Star Wars Episodio VIII: Gli ultimi Jedi (2017)

SOLITO DIBATTITO NEI commenti qua e là in rete. È uscito Star Wars Episodio VIII "Gli ultimi Jedi" e pubblico e critica sono divisi. Piace/non piace. A me è piaciuto, l'ho scritto anche qui.
Dopodiché, entra in scena il dibattito: c'è chi dice che il film è piaciuto, quindi è bello, perché ha avuto buoni incassi, e chi dice che l'ha visto due volte ma non gli è piaciuto, quindi l'equivalenza bellezza=incassi non regge. C'è chi dice che un film è brutto a prescindere dagli incassi, vedi Avatar e Titanic. E c'è chi dice che quelli citati sono film "semplici", ma non brutti.

Prendo dal Post, che ha uno dei pubblici di commentatori più collaborativi ed educati tra i siti di informazione italiana, i commenti che seguono in cui il dibattito si riscalda e cerca di andare in profondità:

Visualizzazioni non corrisponde a bellezza del film

Appunto stiamo parlando di apprezzamento del pubblico, non di bellezza. Se il pubblico lo apprezza il botteghino ne code

Comincia a serpeggiare un dubbio che ha traversato due secoli di riflessione sull'estetica: cos'è un bel film o un brutto film? Il giudizio affidato a siti come Rotten Tomatoes e Metacritic, oppure alle stelline di IMDB, sono rappresentativi? E se sì, di cosa?

Alcuni fanno osservazioni più articolate:

I valori di Rotten tomatoes o metacritic non sono la bibbia, né per i valori degli utenti né della critica. Come OGNI classifica i valori riflettono le caratteristiche dei votanti.

In particolare gli utenti votanti sono per la maggior parte degli "uomo fumetto" o fan entusiasti o delusi che votano un film una tantum, mentre la critica sono per la maggior parte giornalisti u.s.a.

E ancora:

Vabbè ma un aggregatore critico dice cosa ne pensano i critici. Se i critici scrivono castronerie, non ci può fare niente. Così come un sondaggio fatto dalla Gallup per misurare il gradimento degli Ultimi Jedi non ti dirà se è un buon film, ma solo se è piaciuto al pubblico (IMDB ecc. non sono affidabili nemmeno in questo).

Il problema di RT come aggregatore critico è un altro: che trasforma le recensioni in un giudizio binario (positivo o negativo) sul film. In questo modo sono favoriti film 'carini' di cui nessuno ha motivo per parlare male (metti: Wonder Woman) e non film polarizzanti con recensioni entusiaste e un certo numero di stroncature (metti: Madre! )

Il commento è ficcante, soprattutto nella seconda parte. Cominciano a uscire delle osservazioni ancora più sensate, che mettono in dubbio ad esempio l'idea stessa del voto come voce della verità:

Questo prevede che le persone che danno il loro giudizio su Rotten Tomatoes siano rappresentative del pubblico generale.    

All'opposto dello spettro c'è la visione complottista: non tanto per l'osservazione generalmente condivisibile, quanto per la parentetica finale. È la visione secondo la quale, alla fine, è tutto un magna magna

Con quello che spendono in marketing le case di produzione, come può un film di cassetta non piacere alla critica?
(ma quale critica?)

Il dubbio (o certezza) che la critica sia "pagata" è uno dei leit motiv dei commenti anche in ambienti più "moderati" e riflessivi come IlPost.

Un altro aspetto fortemente criticato nei commenti è quello della coerenza interna della scienza di Star Wars (che peraltro è un film esplicitamente non "scientifico", tanto da essere stato paragonato a un film western o fantasy ad ambientazione futuristica). Il problema ovviamente non è relativo alla scienza "vera", ma a quella che si dispiega nelle due trilogie precedenti. Ovvero:

non si giudicano in base ala plausibilità assoluta, ma alla coerenza all'interno della saga, qui evidentemente lacunosa

Il punto critico è il suicidio con il quale viene sconfitta la gigantesca corazzata del Primo Ordine: accelerazione a velocità luce senza salto nell'iperspazio della nave della Ribellione sparata verso il nemico: un attacco kamikaze in piena regola. Scena spettacolare ma che solleva un dubbio: se l'effetto è così detonante e mortale, perché non è mai stato usato prima? Il dubbio diventa una tempesta religiosa, che porta alla luce contraddizioni legate a piani di lettura diversi.

Anche se il dibattito può essere portato avanti anche in altri modi:

Questo film fa schifo e basta, fan o non fan. I critici che l'hanno apprezzato o sono scemi o prezzolati. Un film di oltre due ore in cui non succede assolutamente NIENTE.

Quoto tutto! Io non sono un fan della saga ma mi piace andare al cinema a vederli, ho preferito di gran lunga "Rogue One". La prima ora di questo film è tutta commedia Disney, va bene le battute, ma così è troppo.

Per concludere, però, vale ricordare che si può trovare qualsiasi sintesi di senso e di gusto:

Io la saga di Star Wars la inserirei nella categoria "fantasy santascientifico". Già solo per questo mi sembra abbastanza inutile stare lì a dibattere su cosa o come funzionano le cose (già con le bombe che cadono verso l'incrociatore o Leia che tende la mano e rientra nell'astronave si poteva lasciare la sala sennò). Comunque film che mi è piaciuto tanto, non uno ma dieci passi avanti rispetto ad episodio 7.

24.12.17

Happy Holidays to all!

DOMENICA SPETTACOLARE DI sole, alla vigilia di Natale, e sempre con Doonesbury del suo Garry B. Trudeau


17.12.17

Hey, hey, hey...

DOMENICA FREDDA MA di sole, ancora non è inverno ma manca proprio poco, ecco Doonesbury di Garty B. Trudeau


11.12.17

Come far ripartire un Kindle scarico

ALCUNI GIORNI FA ho tirato fuori il mio vecchio Kindle Touch per regalarlo a una amica. Ovviamente la batteria era a terra (è stato nell’armadio per un paio d’anni circa) con la consueta schermata “empty battery” un po' terrorista. Poco male: l’ho lasciato in carica tutta la notte contando che l’indomani sarebbe stato pronto per una nuova vita. Ahimè, stesso segnale di batteria scarica. E non c'è stato verso di farlo ripartire neanche smanettando qua e là. Cosa fare?


Per fortuna la soluzione è abbastanza semplice, se il Kindle in questione è dotato di pulsante di accensione/spegnimento. Basta tenere premuto il predetto pulsante per 30 secondi consecutivi e tutto riparte. Alcuni dicono anche 40 secondi. Io ho fatto un minuto e venti, per andare sul sicuro. Durante la “premitura” non c’è nessun segnale di reset. Una volta mollato il pulsante ho aspettato tre secondi e l’ho premuto di nuovo per altri tre secondi. Il Kindle si è avviato senza problemi, con tutto quel che c’era dentro ancora perfettamente integro.

Due cose: assicuratevi prima di tutto che sia stato almeno sei-sette ore in carica. Questo del blocco di funzioni che simula la morte della batteria pare sia un problema comune a tutte le generazioni di Kindle, con qualsiasi versione del firmware. Per fortuna basta forzare un reset e riparte tutto. Ma bisogna che la batteria sia effettivamente stata ricaricata perché funzioni.

La seconda cosa: se non c’è un pulsante a disposizione, bisogna cercare altre vie. Sul web c’è chi consiglia di smontare la scocca del Kindle e trovare un forellino sulla scheda madre in cui infilare uno spillo per fare un reset fisico del dispositivo. Io lo sconsiglio: c’è sempre un altro modo che non preveda di rompere l'oggetto. Almeno, così dicono.

10.12.17

You know, like Canadians

INVERNO QUASI ARRIVATO e Doonesbury con Garry B. Trudeau ci racconta ancora la politica americana, anche questa domenica


3.12.17

It was a different time

DOONESBURY TORNA ANCHE questa domenica, con il sole e con il primo freddo, grazie a Garry B. Trudeau


26.11.17

To reassure world

DOONESBURY IN UNA domenica di splendido sole, procede twittando con gioia grazie a Garry B. Trudeau


22.11.17

Quindici anni e un mese fa

SONO IN RITARDO di più di un mese. Ma credo che sulla distanza non sia poi una cosa tanto importante. Sono passati quindici anni (e un mese circa) da quando ho aperto questo blog, che essendo il mio primo coincide anche con la prima volta che bloggavo.

Il primo post non è stato niente di eccezionale, devo dire. E non mi ricordo molto altro: ero piuttosto ingenuo e probabilmente nel soggiorno di casa della mia ex fidanzata dell'epoca, con l'iBook bianco e una connessione WiFi tramite la prima base Airport (in realtà, il secondo modello "Snow White") collegata via modem interno a 56K.

Non ricordo come ho scoperto i blog né perché mi sono deciso ad aprirne uno né perché qui su blogger. Alla faccia del diario, direte voi, visto che non ci scrivevi praticamente niente. Era decisamente un desiderio fàtico e poco più, ma è stato fondamentale perché ha modellato molti passaggi della mia vita in questi tre lustri.

Adesso che di tempo ne è passato parecchio, e che questo Posto ha passato momenti di grande intensità comunicativa e momenti di profondo abbandono (ma qualcosa c'è sempre, a partire dall'appuntamemto settimanale con Doonesbury) mi fa davvero sensazione andare a rileggere i primi post degli ultimi mesi del 2002. È cambiato tutto, in maniera straordinariamente veloce.

Brindo ai primi quindici anni, e attendo i prossimi e tutti quelli che verranno dopo.