23.2.17

Eppur si muove

E PER FINIRE la giornata con un’altra cosa da digitali, ecco una illustrazione animata dell’algoritmo Quicksort. C’è un tradeoff: si vede la pila ma non si vede l’albero. Però rende abbastanza bene l’idea di come funzioni il ciclo del codice. Ecco, anche se siete rimasti completamente a piedi con la mia spiegazione, è comunque divertente vedere come si fa a rimettere a posto in ordine alfabetico in maniera efficiente una serie di stringe di testo (in questo caso le card).

Ops, ho premuto invio...

IL PANOPTIKON CREATO dalla tecnologia nasce in ambienti nei quali la trasparenza è un dato acquisito. È il suo trasferimento in altri ambiti concettuali a creare dissonanze profonde. Tuttavia, se vogliamo vedere un esempio di perché e con quali scopo esiste la trasparenza assoluta, questo è un buon esempio: qualunque utente può indagare tutta la storia dei commit del kernel di Linux su git. Le conseguenze possono essere imbarazzanti per qualcuno. Diritto all’oblio?

Money quote:

Merge remote-tracking branches [65 remote branch names]

This broke some history visualization tools, provoking a reaction from Linus Torvalds:

I just pulled the sound updates from Takashi, and as a result got your merge commit 2cde51fbd0f3. That one has 66 parents.

[...]

It's pulled, and it's fine, but there's clearly a balance between "octopus merges are fine" and "Christ, that's not an octopus, that's a Cthulhu merge".”


22.2.17

Dig an hole, dig another one

NEGOZI, RISTORANTI, ADDIRITTURA fabbriche. Nella mia top ten di posti da visitare adesso ci sono i tunnel di Chongqing

Money quote: “Chongqing, one of China’s fastest growing municipalities, is home to an array of tunnels built to defend the city—then known as Chung-King—from the hundreds of Japanese air raids that took place from 1939 to 1941. These raids usually targeted residential areas or other non-military marks. It was a campaign designed to terrify the local population into submission.”



21.2.17

La vita è una crociera senza fine

STORIA DA PAURA: un reportage come nessun blogger potrà mai scrivere. La storia di Regie, dal suo villaggio nelle filippine sino alla sua ventennale vita a bordo delle navi da crociera. I filippini sono la spina dorsale della marineria mondiale: fanno la gran parte del personale di bordo delle navi da crociera, nelle posizioni più umili. E il loro è un lavoro spaventoso.

Money quote 1: “In the past 20 years, cruising has become the fastest-growing category in the global tourism market; in 2016, more than 24 million passengers set off on cruise ships. During the same period, the industry consolidated, so now three companies — all headquartered in Miami — control nearly 77 percent of the $35 billion industry. Carnival Corporation, whose subsidiaries include Carnival Cruise Line, Holland America Line, and Cunard, is the dominant player with a 42 percent share. It’s followed by Royal Caribbean Cruises (which owns Celebrity Cruises, among others) and Norwegian Cruise Line.” 

Money quote 2: “Many of the dining managers were Indian, the casino dealers Eastern European, the dancers American, and the senior officers Italian. The bulk of the kitchen and housekeeping staff were Latin American, Caribbean, and Asian, like Regie. They ate meals in one mess hall, while those in higher positions dined in an adjacent cafeteria, which had fancier fixtures and offered more choices of food.

This ethnic stratification on cruise ships dates back, in part, to colonial ties.”

20.2.17

L'algoritmo el Quicksort

ECCO UNA ILLUSTRAZIONE animata dell’algoritmo Quicksort. C’è un tradeoff: si vede la pila ma non si vede l’albero. Però rende abbastanza bene l’idea di come funzioni il ciclo del codice. Ecco, anche se siete rimasti completamente a piedi con la mia spiegazione, è comunque divertente vedere come si fa a rimettere a posto in ordine alfabetico in maniera efficiente una serie di stringe di testo (in questo caso le card).

19.2.17

Seen his latest?

DOMENICA CON UN Doonesbury sempre più tosto di Garry B. Trudeau


18.2.17

Narrazioni dominanti e narrazioni determinanti

SONO AFFASCINATO DA molte cose, tra le quali le pareti e le cornici che le parole e le pratiche sociali creano nella nostra mente. Il mondo è veramente la realtà che vediamo con i nostri occhi ma filtrata dal nostro cervello, da quello che sappiamo? Cioè, creiamo la nostra realtà?

A parte queste derive cognitivistiche del mattino, è interessante vedere che la narrazione dominante del digitale, che ha aggiornato quella della rivoluzione industriale (prima pensavamo al nostro corpo come una macchina a vapore o meccanica, adesso al cervello come un computer e al corpo come il suo hardware esteso) sta producendo effetti paradossali.

La ricchezza, reale e tangibile, dei vari Bill Gates e Mark Zuckerberg, è il martello scientifico e scientista con cui schiacciare il verme della malattia e debellarlo dalla nostra società, entro la vita dei nostri figli. Peccato però che tutto l’impianto scientifico dell’evoluzione la pensi diversamente. La forzatura che ne risulterà potrebbe essere definitiva, mortale.

Money quote: “But there is a disconnect. The idea of the body as analogous to a machine, complete with bugs to be fixed by means of gene modification tools such as Crispr-Cas9, conflicts with Charles Darwin’s theory of evolution: machines and computers do not evolve, but organisms do. Evolution matters here because bits of code that compromise one function often enhance a second function, or can be repurposed for a new function when the environment shifts. In evolution, everything is grasping for its purpose. Parts that break down can become the next best thing.”


17.2.17

Rage against the machine

IL PROBLEMA NON sono i cinesi, il problema sono le macchine, è la tecnologia. Due secoli dopo, ancora non abbiamo fatto pace con le nostre creazioni. Wired US ci va giù duro e secondo me esagera, però c’è sempre il senso che la discontinuità a cui stiamo assistendo probabilmente non è nuova, ma sicuramente è molto veloce. Troppo veloce.

Money quote: “At a time when the Trump administration is promising to make America great again by restoring old-school manufacturing jobs, AI researchers aren’t taking him too seriously. They know that these jobs are never coming back, thanks in no small part to their own research, which will eliminate so many other kinds of jobs in the years to come, as well. At Asilomar, they looked at the real US economy, the real reasons for the “hollowing out” of the middle class. The problem isn’t immigration—far from it. The problem isn’t offshoring or taxes or regulation. It’s technology.”

La magia nelle orecchie

UN ALTRO CHE  come me si è fatto ipnotizzare dagli AirPods di Apple. Io li sto usando da non so neanche quanto, ma devo dire la verità: non mi ricordo più com’era prima di averli

Money quote 01: “Ma come quando al mattino dopo scopri che la ragazza conquistata tra i bagordi non è la più bella del mondo come credevi complice lo spritz, anche per gli AirPods dopo la sbornia della presentazione sono cominciati a montare i dubbi”

Money quote 02: “«Il potere logora chi non ce l’ha» è una citazione attribuita al grande statista francese Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord e citata da Giulio Andreotti, che la riprese in un suo noto libro, Il potere logora, ma è meglio non perderlo, nel quale la racconta di averla ascoltata dal Vicario di Roma, cardinal Marchetti Selvaggiani. Gli AirPods si possono comprare nello Store. Questo test è stato condotto su un sample fornito direttamente da Apple.”



16.2.17

Una ciambella con il buco

CI SIAMO QUASI, il campus numero due di Apple sta per arrivare. L’astronave-madre è quasi pronta. È stato l’ultimo, grande progetto di Steve Jobs. Il mio articolo per Repubblica (il primo).

Money quote: “Il Campus 2 è l'ultimo progetto ideato e seguito fin quando possibile da Steve Jobs, che è scomparso nell'ottobre del 2011. Addirittura, l'ultima apparizione pubblica del fondatore di Apple, poche settimane prima di morire, è avvenuta davanti al consiglio comunale di Cupertino per presentare nel dettaglio il progetto che venne poi approvato da tutti i consiglieri.”

Pismo (2000)

CON DUE BATTERIE arrivava a dodici ore di autonomia. Era il 16 febbraio del 2000 e Apple lanciava uno dei più bei computer portatili di sempre: il Pismo. Abbandonava la porta SCSI e invece utilizzava per la prima volta USB e FireWire. Fu l’ultimo PowerBook con sinuoso design in plastica, i modelli successivi (a partire dal “Titanium”) invece passarono alla scocca di metallo. Ma quella è tutta un’altra storia.

Se su qualche bancarella vi capita, è ancora un computer più che eccellente

Money quote: “The Pismo PowerBook is the first not to include the SCSI or Apple Desktop Bus (ADB) connector, and instead to opt for USB and Apple’s Emmy award-winning FireWire. Optional AirPort wireless support, tremendous battery life, and a gorgeous curvy design just makes it better.”


15.2.17

Vanno e tornano in cinque minuti

SE VOLETE LEGGERE una cosa sola sulle auto che si guidano da sole (argomento grandemente passato di moda ma che in realtà è più attuale che mai, anche perché da là passa buona parte degli studi sul machine learning e dintorni) leggete questa. Davvero

Money quote: “In this post I will explore two possible consequences of having self driving cars, two consequences that I have not seen being discussed, while various car companies, non-traditional players, and startups debate what level of autonomy we might expect in our cars and when. These potential consequences are self-driving cars as social outcasts and anti-social behavior of owners. Both may have tremendous and unexpected influence on the uptake of self-driving cars. Both are more about the social realm than the technical realm, which is perhaps why technologists have not addressed them. And then I’ll finish, however, by dissing a non-technical aspect of self driving cars that has been overdone by technologists and other amateur philosophers with an all out flame. And yes, I am at best an amateur philosopher too. That’s why it is a flame.“