8.2.10

Back in Seattle

MENTRE SONO A Malta (posto strepitoso, devo aggiungere), non mi faccio mancare il feed live da Everett. Oggi fa il suo volo di collaudo il Boeing 747-8F, la più recente incarnazione del gigante dell'aria entrato in servizio esattamente 40 anni e un paio di settimane fa.



L'Avevo visto mentre lo stavano iniziando ad assemblare, un anno fa, e adesso finalmente è pronto...

Ripartenza

NELLA MIGLIORE TRADIZIONE dei carpiati del vostro Giovane Autore preferito, dopo una notte di riposo si riparte: à bientôt!

MXP-MLA/MLA-MXP

7.2.10

Peace.

GARRY B. TRUDEAU e Twitter su Doonesbury, anche la domenica.

5.2.10

University of Calypso

VADO UN ATTIMO a fare una gita fuori porta: c'è un bel concerto di Andy Narell e Relator che vale la pena. Ci si rivede domenica sera. Buon fine settimana.

MXP-CGN/CGN-MXP

Per dire:



(È stato meraviglioso!)

Future shock

C'È CHI HA trovato una formula intrigante ed efficace per descrivere la reazione sdegnata e arrabbiata di parte dei commentatori e degli esperti del settore informatico al lancio dell'iPad: future shock.

Money Quote: The tech industry will be in paroxysms of future shock for some time to come. Many will cling to their January-26th notions of what it takes to get "real work" done; cling to the idea that the computer-based part of it is the "real work."

It's not. The Real Work is not formatting the margins, installing the printer driver, uploading the document, finishing the PowerPoint slides, running the software update or reinstalling the OS.

The Real Work is teaching the child, healing the patient, selling the house, logging the road defects, fixing the car at the roadside, capturing the table's order, designing the house and organizing the party.

4.2.10

Apple, la formula segreta per innovare e produrre l'iPad

QUESTA RARA FOTO, scattata durante un meeting interno di Apple qualche mese fa, mostra come l'azienda guidata da Steve Jobs arrivi al prodotto definitivo per approssimazioni successive.

3.2.10

What if...

COSA SAREBBE SUCCESSO se Alan Greenspan anziché innamorarsi (letterariamente, per così dire) di Ayn Rand, si fosse infatuato dei romanzi di John D. MacDonald? L'America sarebbe un posto molto diverso, secondo il Boston Globe.

Money Quote: o while “Atlas Shrugged’’ is Rand’s paean to unbridled, heroic capitalism, personified in the character John Galt, in “A Man of Affairs,’’ MacDonald’s capitalist icon is a corporate raider named Mike Dean.

Money Quote 2: MacDonald apparently believed that no serious person could be influenced by Rand; even Travis McGee dismisses her writing as “portentous gruntings.’’ It was one of MacDonald’s few misjudgments. But as we now know, it was nothing compared with staking America’s well-being on a Randian belief in the inviolable sanctity, security, and wisdom of markets.

1.2.10

The Proposal, The Blind Side (2009)

UN FILM BRILLANTE e un biopic su uno dei migliori left tackle di sempre del football americano. In un anno Sandra Bullock, che era scomparsa da tempo dal radar, è tornata. In forma come non mai, accettando notevoli rischi, si è messa sotto e ha tirato fuori una doppia che rischia di farla passare alla storia.

The Proposal è la dimostrazione che puoi essere attrice brillante e comica a tutto campo. E rimette a posto le varie Renée Zellweger di qualche anno fa (la Zellweger è più giovane di cinque anni della Bullock, nata il 26 luglio del 1964, ci credereste?). The Proposal, frizzante commedia romantica centrata sul giovane assistente di una terribile dirigente editoriale nata in Canada e il finto matrimonio inscenato per farle ottenere la green card, ha guadagnato un botto di soldi e fatto ridere mezzo pianeta. Ma non è questo il vertice.



Infatti è con THe Blind SIde che la Bullock rischia di lasciare una traccia nella storia, a cominciare dal Golden Globe come migliore attrice che ha appena vinto. Il film è una biografia di Michael Oher, left takle, uomo della linea di attacco del football americano, Michael Oher, e il suo percorso a patire dall'adozione in una famiglia bianca e benestante del Sud. È un film da vedere, assolutamente, anche se non ve ne può fregare di meno del football americano (come nel caso del sottoscritto). Gli attori sono notevoli, la scrittura tersa, a tratti un po' troppo patinata e meccanica, ma sempre funzionale. E resa monumentale dalla grinta, dal carisma e dall'umanità di Leigh Anne Tuohy, il personaggio interpretato dalla Bullock.

Datemi retta, se vi resta una sola moneta per andare al cinema, quest'anno, usatela per vedere The Blind Side, unico film con solo un nome di attrice donna sopra al titolo ad aver mai tagliato il traguardo dei 200 milioni di dollari di incassi. Pensare che, con un budget di soli 39 milioni, la Bullock ha anche accettato un taglio nel suo salario: ovviamente, in cambio di una maggior percentuale dal botteghino...

31.1.10

Any survivors?

GARRY B. TRUDEAU torna con Doonesbury come ogni domenica.

30.1.10

L'opera monumentale di un solitario (e dimenticato) genio

NATO NEL 1864 e morto nel 1950, Lorenzo Rocci è stato molto più che un semplice padre gesuita. Ha creato il primo vocabolario di greco classico in lingua italiana (prima si usavano le edizioni francesi o soprattutto tedesche), opera tutt'ora insuperata nonostante la lingua di oggi sia molto distante da quella di allora: l'ultima edizione del Rocci, la terza, risale infatti al 1943.

Il vocabolario è immenso: più di duemila pagine, redatte in completa solitudine, armato di pazienza, metodo e tante schede di cartoncino (i computer erano di là da venire).

Pochi anni fa, quando si stava per compiere uno dei ciclici ritorni del greco scritto all'esame di maturità, Avvenire, tramite la penna di Filippo Rizzi, ricordò padre Rocci così:

Domani rifarà la sua comparsa, dopo anni di assenza, tra i banchi di scuola per la maturità classica la prova scritta di greco... Una sparuta ma consistente minoranza affiderà il buon esito del suo scritto a un volume, riconoscibile ancora oggi per la sua copertina in pelle blu, che per più di cinquant'anni, dal 1943 al 1995, è stato l'unico mezzo incontrastato per entrare nel vivo di una lingua morta e complessa come il greco: il Rocci. Solo poco più di dieci anni fa, nel 1995, questo dizionario, oggetto di culto ma anche di odio di tante generazioni di maturandi, andato alle stampe per la prima volta nel lontano 1939 e frutto delle fatiche e dell'acribia intellettuale di un solo uomo, unius viri, un gesuita di origini nobili e sconosciuto professore di liceo, Lorenzo Rocci (1864-1950), ha ceduto il passo al più aggiornato e moderno vocabolario di lingua greca, il GI, conosciuto ai più con il nome del suo autore principale Il Montanari.

«Il debito verso Rocci - sottolinea l'autore del vocabolario e docente di Letteratura greca all'università di Genova, Franco Montanari - è indiscutibile perché è stato il frutto del lavoro di un uomo che armato solo di schedine e appunti e privo di un computer è riuscito a creare in 25 anni un'opera di 2074 pagine, suddivisa in 4148 colonne. Un opus magnum incredibile. Si pensi che per realizzare il mio dizionario, con l'uso delle più moderne tecnologie, hanno collaborato circa 30 ricercatori. L'opera di Rocci è stato un modello, da cui siamo partiti per realizzare un manuale più maneggevole e adatto alle esigenze didattiche della scuola di oggi. Ma il debito verso questo infaticabile gesuita rimane intatto».

Ma chi era veramente Lorenzo Rocci? Fu soprattutto un formidabile intreccio di saperi, un grecista e latinista, poeta e grammatico, metricista, storico (molte saranno le sue opere dedicate ai santi gesuiti) e memorialista, agiografo e confessore della Compagnia di Gesù, in cui trascorse ben settant'anni della sua lunga e intensa vita. Un ritratto felice e inedito sulla figura di Rocci lo consegna, nelle sue memorie, il suo discepolo e noto latinista, il gesuita Emilio Springhetti, descrivendolo come un «venerando vecchio di alta statura» e con «una bella testa da antico romano».

Nel 1890 il Rocci conseguirà la laurea in Lettere presso la Regia università di Roma. Il grande poeta Giosuè Carducci, noto per il suo anticlericalismo e le sue posizioni filomassoniche, che farà parte della commissione esaminatrice, si complimenterà con lui con queste parole: «Lei - disse - non solo ha fatto bene, ma molto bene». Da quegli anni incomincerà il suo faticoso impegno nelle lingue morte e a far nascere come un antico socratico maieuta il suo vocabolario, che lo consegnerà in un certo senso alla fama e all'immortalità dei suoi contemporanei.

Nel 1939 copie rilegate in pelle bianca del suo dizionario verranno consegnate al Papa Pio XII, al re Vittorio Emanuele III e al duce Benito Mussolini. Di suo pugno, proprio in quell'anno, Papa Pacelli vergherà una lettera per ricordare i meriti di quest'opera. «E veramente il tuo lavoro, diletto figlio - si legge nel messaggio autografo - benché altissimo per gli scolari, non è un semplice manuale scolastico, ma si presenta con tali caratteri di ampiezza e di dottrina, anche nuova e recondita, da spiccare tra quanti simili si son pubblicati finora in Italia, anzi da vincerli facilmente». Ma un segno della ribalta e della notorietà di padre Rocci nella difficile temperie culturale di quel tempo sarà il suo incontro, che ha quasi il sapore della leggenda, proprio in quell'anno, il 1939, a Palazzo Venezia con il duce e capo del Governo, il cavaliere Benito Mussolini. «Rivelò in quel frangente tutta l'arte diplomatica dei gesuiti ― annota con una punta di emozione il suo discepolo quasi novantenne, il gesuita Franco Rozzi, (il preside e professore dell'Istituto Massimo di Roma che annovererà tra i suoi allievi nella maturità classica del 1965 il giovane e imberbe Mario Draghi, il futuro governatore di Bankitalia) ― perché esordì con queste parole: «Eccellenza, finalmente oggi questo vocabolario di greco potrà degnamente sostituire quelli pubblicati in inglese e in tedesco. Secca e fulminea fu la replica del duce. Batté i pugni sul tavolo e rispose: "Bene, domani tutta l'Italia saprà dai giornali il valore di quest'opera!"».

Gli anni successivi di padre Rocci, quasi coetaneo del tessitore nascosto dei Patti Lateranensi del 1929, il gesuita Pietro Tacchi Venturi (1861-1956) saranno spesi a perfezionare il suo vocabolario fino all'edizione definitiva del 1943 e a rivestire il ruolo di confessore nella Chiesa del Gesù di Roma. «L'ho conosciuto proprio in quegli anni, ero un giovane novizio - rammenta il gesuita Giuseppe Peri, classe 1913 - e me lo ricordo durante una caldissima estate romana nella sua stanza, piena di libri con in mano quelle schedine che servivano al suo vocabolario. Faceva impressione perché da quanto era preso dal suo lavoro per non perdere la concentrazione si dimenticava di togliersi il soprabito. Ed eravamo in pieno agosto!». Ma di Rocci uomo di scienza emerge anche il tratto di apostolo di anime. «Mi viene in mente la sua accuratezza nell'aiutarci a tradurre dal greco - rivela l'allora giovane studente di Lettere classiche, il gesuita Paolo Bachelet - ma anche la sua attenzione negli ultimi anni a ricordarci il bene fatto a tante anime dentro il confessionale della Chiesa del Gesù».

Rocci morirà quasi a 86 anni il 14 agosto 1950 nella Casa Professa del Gesù a Roma. «Il debito della Compagnia di Gesù verso di lui è enorme ― confida infine padre Rozzi; grazie ai diritti d'autore del suo vocabolario per più di cinquant'anni l'Ordine ha sostenuto finanziariamente le attività missionarie e gli studenti poveri. Si racconta che prima di morire, dopo l'estrema unzione, espresse un piccolo desiderio: fumarsi l'ultimo sigaro. Il suo desiderio fu esaudito. Ed è spirato con la semplicità e la bonarietà non artefatta che ha contraddistinto tutta la sua intensa vita di sacerdote e di studioso».

Paradiso e ritorno in cinque-dico-cinque giorni, viaggio incluso (e non è per niente breve)

LA GALLERY DELL'IPAD più bella che ho trovato in rete è questa del Pais: la cito anche qui, dove rimando alla mia prova ovviamente sempre dell'iPad, che ieri il direttore ha avuto la bontà di mettere in prima pagina.

Con questo possiamo considerare conclusa più che degnamente l'avventura californiana di fine gennaio e il relativo, spettacolare carpiato. Il bello dei quotidiani è che il giorno dopo ci incartano il pesce.



La mia permanenza nella città di San Francisco è stata da record. Lunedì mattina sono partito da Milano con la sequenza MXP-ATL-SFO, arrivando quasi a mezzanotte ora locale di San Francisco. Martedì libero (si fa per dire), mercoledì Apple per tutto il giorno, a partire dalla conferenza mattutina. Giovedì ancora lavoro, a scrivere di Apple e dirette radiofoniche varie, alle undici di mattina via in aeroporto per la sequenza SFO-CDG-LIN che si è conclusa venerdì alle 16.30 circa, nel city-airport del capoluogo lombardo.

Se fate i conti, circa 40 ore in ballo con gli aerei, contro 60 ore passate a San Francisco, notti incluse. E meno male che mi piacciono gli aerei...

29.1.10

Perfido

IL BELLO DELLE battaglie di retroguardia è che tirano fuori il peggio, ma in modo creativo.

Money Quote: "If you like your kids, get them an iPad so they can play games," said Russ Wilcox, the head of E Ink Corp., which created the digital paper technology used by the Kindle and many other e-ink-based readers. "If you love them, get them an e-reader so they can actually read."