14.2.15

SAS a Istanbul - 1 (2015)

NON È PASSATO molto tempo da quando è scomparso Gerard de Villiers, il prolifico autore di SAS - Sua Altezza Spia. Era il 31 ottobre 2013: lo ricordavo sul Post e in questo posto. Malko Linge, il nobiluomo "agente nero" della Cia per restaurare il suo maniero, è rimasto così orfano di padre. C'è un'ultima avventura, non ancora edita in Italia – dove la "letteratura da stazione ferroviaria" di de Villiers veniva e viene pubblicata da Mondadori nella collana Segretissimo – ma che arriverà a luglio e resterà in edicola due mesi con un'edizione speciale. Poi più niente. A differenza di Montalbano, di cui Camilleri ha già scritto l'ultima storia e l'ha consegnata alla Sellerio che la conserva gelosamente in cassaforte in attesa del luttuoso evento, de Villiers non aveva preparato un congedo da Malko Linge. Né lui né i suoi epigoni (perché si diceva che il re del romanzo popolare di sesso e d'azione avesse una folta schiera di negri al lavoro sulle uscite trimestrali del suo personaggio) avevano pensato a un modo per uscire di scena. Prima di lui, tra i grandi della serializzazione, neanche 007 di Ian Fleming, o per dire Tarzan di Edgar Rice Burroughs, avevano il finale preparato.

Comunque, Mondadori ha deciso di fare una mossa intelligente e ha ricominciato a pubblicare dal primo numero le gesta di Sua Altezza Serenissima, come lo chiamavano i suoi committenti dei servizi segreti americani. Ed è tornato così in edicola in questo brumoso febbraio italiano SAS à Istanbul, che presenta un personaggio praticamente del tutto sbozzato, a parte il sesso (sarà a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta che de Villiers comincerà a inserire le sue famose sette scene e mezzo di sesso a episodio, geniale intuizione nata con il cambiamento dei costumi francesi e dei gusti intellettuali che sdoganano il porno quando da noi ancora si mettevano in dubbio i fumetti) e decisamente gustoso.

I duecento romanzi pubblicati dal 1965 formano un corpus di littérature de gare unico al mondo: de Villiers era stato indicato come il più prolifico e geniale autore di romanzi d'azione, gli americani direbbero "il re del pulp", e il suo lavoro era quello di un autore decisamente di destra, ma sofisticato, vicino agli ambienti militari e del controspionaggio, ben informato, in qualche modo fuori dei giochi e al tempo stesso orgoglioso nel dichiarare più o meno esplicitamente di conoscerli tutti (anche se nessuno dei romanzi di Malko Linge è ambientato in Francia o coinvolte i servizi segreti francesi) e soprattutto di metterli tutti in piazza, riuscendo ad anticipare sviluppi anche clamorosi dell'attualità.

Adesso de Villiers non c'è più, ha lasciato un consistente vuoto di senso – leggere i suoi romanzi era comunque impegnativo, dopo i primi tre o quattro – ma l'edizione speciale dell'ultimo questa estate e la ripartenza di questo mese valgono a mitigare l'effetto della sua assenza.

1 commento:

Mario G. Siniscalchi ha detto...

Correva voce che, almeno negli ultimi anni, ci fosse uno stuolo di "negri" a lavorare per lui.
Io leggo SAS da quaranta anni, ricordo ancora i primi romanzi con le scene di sesso tagliate o edulcorate, figuriamoci