30.10.12

Silvio Berlusconi, innocenza, non colpevolezza e il ministro di giustizia Paola Severino

UN PAIO DI giorni fa, mentre Belusconi tuonava che voleva rientrare in lizza come candidato premier e gli si opponeva la condanna di primo grado per una delle sue tante questioni giudiziali (nella fattispecie: evasione fiscale della "sua" Mediaset), il nostro ministro di Giustizia Paola Severino, primo ministro donna al Palazzaccio nonché allieva di Flick, avvocato e soprattutto accademico di lungo corso in diritto Penale, ha rilasciato una dichiarazione che mi ha lasciato perplesso.


ZCZC1986/SXA
XPP99565
U POL S0A QBXB
MEDIASET: SEVERINO,VIGE PRESUNZIONE INNOCENZA,NO CONSEGUENZE
EX PREMIER LIBERO DI DECIDERE SU SUO DESTINO POLITICO
   (ANSA) - GERUSALEMME, 28 OTT - La sentenza Mediaset e' di
primo grado e ''non ha una diretta e immediata conseguenza sulla
vita politica di Berlusconi come di qualunque altro politico,
perche' nel nostro paese vige un principio che e' la presunzione
di innocenza''. Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola
Severino a margine del suo intervento alla Hebrew University di
Gerusalemme. (SEGUE).
     LC
28-OTT-12 14:54

ZCZC2002/SXA
XPP99566
R POL S0A QBXB
MEDIASET: SEVERINO,VIGE PRESUNZIONE INNOCENZA,NO CONSEGUENZE (2)
   (ANSA) - GERUSALEMME, 28 OTT - ''Principio vinto e superato -
ha aggiunto Severino - solo quando c'e' una sentenza definitiva.
Quindi Berlusconi, come qualunque altro politico che si trovi
nella stessa situazione, e' libero  di decidere del suo destino
politico e decidera' liberamente quello che vorra' nelle
prossime elezioni''.
   ''Le sentenze appartengono all'ordine giuidiziario e qui si
tratta di una sentenza di primo grado. Finche' le sentenze non
diventano definitive, cio' che stabiliscono non puo' essere
essere considerato definitivo''. ''In ogni caso - ha aggiunto -
prendero' visione anche della motivazione della sentenza che e'
sempre molto importante oltre che la decisione''. (ANSA).
     LC
28-OTT-12 14:55

Severino, se è stata ben trascritta da LC, afferma che nel nostro paese ''vige un principio che e' la presunzione di innocenza''. Peccato che nel nostro ordinamento le cose stiano in maniera leggermente diversa. Il principio astratto è quello della presunzione d'innocenza, ma la nostra Costituzione recepisce quello della non colpevolezza. E come si potrebbe altrimenti giustificare il fatto che una persona sulla quale il giudice non ha ancora emesso una sentenza definitiva possa andare in galera se si presume che sia innocente?

L'articolo 27 secondo comma della Costituzione dice infatti:

L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

Da cui si evince che uno non è colpevole se non dopo la condanna definitiva. Non si dice però che è innocente, ma solo che non è colpevole.

La considerazione di non colpevolezza di una persona è molto importante, vuol dire che non deve dimostrare di essere innocente ma che tocca all'accusa portare delle prove al riguardo. Non c'è pregiudizio, il giudice si deve presentare privo di convincimenti precedenti al processo.

Da un lato questo è un resto del modello di processo inquisitorio che vigeva in Italia dai tempi del codice Rocco (processo in cui le prove vengono raccolte in segreto dal giudice-inquisitore) e che è stato "smantellato" solo con l'istituzione del giusto processo alla fine degli anni Ottanta. Dall'altro, però, è anche il modo con il quale il nostro costituente, prima ancora del legislatore, concepisce il ruolo dell'individuo di fronte alla Legge: non colpevole, a meno che non si riesca a dimostrare il contrario. Perché sarebbe ad esempio singolare considerare innocente un reo confesso nelle more tra il primo grado e il momento in cui si arrivi a una sentenza in giudicato. E magari erogare misure cautelari, come dicono i GUP mentre ti schiaffano in galera per uno delle quattro possibili misure cautelari personali coercitive.

Nel nostro ordinamento, ma anche secondo la Corte di Giustizia Europea, è considerato innocente chiunque non sia sottoposto a processo, mentre chi è sottoposto a processo è considerato non colpevole fino a sentenza passata in giudicato. Non esistono sinonimi nella lingua dei giuristi: se uno è considerato innocente è una cosa, se non è considerato colpevole è un'altra.

La conseguenza nell'ambito della politica non è secondaria: dire che Berlusconi anche se condannato è comunque innocente, e dirlo subito dopo che un giudice ha condannato l'ex Premier e che l'ex Premier ha annunciato di volersi ricandidare, non è esattamente un esercizio di "garanzia" o amministrativo, ma un atto politico ben chiaro, oltretutto con rilievo all'attività elettorale che è il caposaldo dal quale i cittadini esercitano il rito democratico. Oppure il ministro si è solo sbagliato con la terminologia, come fosse un ingegnere leghista qualunque?

1 commento:

mario ha detto...

Abbi pazienza, se non diceva così le faceva cadere il governo