13.5.10

"Il mio lavoro è far volare la gente il meno possibile"

QUELLA CHE VEDETE qui sotto è una "striscia progresso volo". Si tratta dell'oggetto più importante che gira nella torre di controllo di un aeroporto. I controllori del traffico aereo la utilizzano per seguire il progresso di ogni volo, sia relativamente all'ordine con il quale il singolo controllore gestisce i voli di sua competenza, sia nella gestione dei passaggi da un controllore all'altro (hand over).

Striscia progresso volo

Oggi su Nova24, una escursione nell'altra metà del cielo dell'aviazione civile. Anziché aerei, motori e piloti, parliamo di controllori del traffico aereo, di FIR (Flight Information Region), settore, terminale, spazio aereo degli aeroporti. Mi sono chiesto a lungo come potesse essere la vita reale di questi speciali operatori del trasporto aereo che spendono anni per prepararsi a un lavoro particolare e impegnativo. Si diventa controllori del traffico aereo da giovane e lo si resta fino ai cinquant'anni, più o meno. I requisiti sono più stringenti che per i piloti, da un certo punto di vista.

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Grazie alla cortesia e disponibilità dell'ufficio stampa di Enav, la scorsa settimana sono potuto andare a Roma a vedere sia la Torre di controllo di Fiumicino (un monumento risalente al 1960 dell'architetto Pier Luigi Nervi, peraltro) che il Centro di controllo d'area, dislocato accanto all'aeroporto di Ciampino. Ho conosciuto i responsabili dei due settori, ma soprattutto ho visto come funziona una torre di controllo e un centro di controllo d'area.

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Se la prima è sorprendente, con la chiarezza visiva che ha sull'intero aerodromo e il lavoro strutturato a squadre per la gestione razionale e con tempistiche serrate di tutti i movimenti (dalla torre di controllo si comanda tutto, oltre agli aerei: luci, allarmi, sistemi e sottosistemi di un complesso organismo qual è un grande aeroporto), la seconda è stata addirittura rivelatoria. Il fascino della sala in cui sono disposte le varie aree di controllo è la cosa più grande, complessa e strutturata che abbia mai visto. Il lavoro dei controllori del traffico aereo di questa particolare funzione sono programmati da un gestore dei flussi, che riconfigura le postazioni della sala (e quindi il numero dei controllori) in maniera dinamica a seconda del carico progressivo di lavoro. E gli stessi sono sempre a coppie: un operativo che parla in cuffia e un tattico che lavora alla strutturazione del traffico che sta per arrivare.

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L'uso dei computer è diventato sempre più massiccio, così come quello dei codici per dare sempre più informazioni. Anziché puntolini sul radar che vengono "arricchiti" di informazioni segnate direttamente dal controllore, adesso i dispaly a schermo piatto in formato 5:4 da 45 pollici sono popolati di informazioni raccolte da fonti diverse: sensori a bordo degli stessi aerei, diverse testate radar multiple, informazioni recuperate dalle basi dati dei voli, informazioni calcolate in tempo reale dal computer. I colori delle tracce di aereo, ad esempio, cambiano a seconda che siano da gestire per il controllore, che ci siano emergenze, che siano in entrata o in uscita, che siano indifferenti per l'area di competenza.

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I controllori lavorano otto ore al giorno, come la maggior parte delle persone, ma ogni ora e mezza-due, fanno mezz'ora di pausa per evitare il calo di concentrazione richiesto dal lavoro lavoro. Sono rilassati, vestono casual (ma senza esagerare) perché devono essere a posto con loro stessi e senza problemi, neanche di una cravatta che distrae perché stringe o di un colletto che non vuole stare a posto. I turni sono tre, il centro non chiude mai. I controllori usano cuffie con il pulsante, leggono libri di vario genere quando sono in pausa (ho visto un Vargas Llosa e un "Infinite Jest" di David Foster Wallace) e non sembrano per niente dipendenti di una società per azioni (di proprietà del ministero dell'Economia) che trent'anni fa invece era una specialità dell'aeronautica militare.

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Non riuscirei a fare quel tipo di lavoro, ne sono convinto. A parte che non potrei per età avanzata (si comincia entro i venti anni) e per difetto di vista (sono daltonico), non credo che riuscirei neanche a tenere quel tipo di concentrazione per anni, giorno dopo giorno. Come mi hanno spiegato, però, non tutti i controllori del traffico aereo devono essere super-bravi. Dopo aver studiato, superato le selezioni, passato gli anni all'accademia del volo (li mettono anche in un simulatore dell'aeronautica, per fargli capire cosa succede "dall'altra parte", e la trovo una scelta geniale), sono perfettamente qualificati per lavorare nella torre di controllo di un aeroporto. Solo alcuni superano gli ulteriori gradini necessari per arrivare a un centro di controllo d'area, che è la parte più elevata della loro carriera professionale. Gli altri, quelli che non ce la fanno, non vengono certo buttati fuori. Esistono possibilità diverse, percorsi di carriera multipli e si possono fare molti altri lavori sempre restando operativi, in tipologie differenti di torre di controllo. E la cosa, in un paese come il nostro "formalmente" fin troppo competitiva, mi pare più che giusta. Il talento esiste in ciascuno, non si può però massimizzare e racchiudere in formule che lo costringono ad aderire a una specifica definizione, negandolo negli altri casi.

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La scuola italiana è davvero notevole. Penso sia per questo che l'Enav è uno dei pochissimi soggetti di proprietà dello Stato con il bilancio in forte attivo, capace di finanziare un investimento da alcuni miliardi di euro per il potenziamento e crescita del proprio personale, delle proprie dotazioni tecnologiche e delle proprie procedure. E penso che sia per questo che l'Enav è considerato uno dei migliori in assoluto tra i fornitori di controllo del traffico aereo in Europa, all'avanguardia tecnicamente (Eurocontrol ha riconosciuto più volte il ruolo propulsivo dell'Enav e la "forza" delle sue soluzioni) ma anche dal punto di vista professionale. Tanto che i controllori del traffico aereo tedeschi hanno una quindicina di italiani "in prestito" per aiutarli a imparare le nuove tecnologie che sono state installate nei grandi centri di controllo d'area tedeschi. Tecnologie italiane, fra parentesi.

5 commenti:

the yorker ha detto...

Un applauso. Mio padre (ora in pensione) ha fatto tutta la carriera come controllore ENAV a Linate, e più volte sono andato a visitare la sala radar. Le foto mostrano un sensibile balzo in avanti della tecnologia, ma lo spirito che si coglie è identico.

Antonio ha detto...

:-)
tnx

giuseppe ha detto...

Ciao yorker, anche mio padre ha fatto carriera come controllore enav, ma da febbraio è in pensione. Stà vivendo malissimo la sua nuova "situazione" da pensionato, e vorrebbe ritornare.(mio padre ha 54 anni). Mi sembra che ci siano anche aeroporti privati, chissà se può rientrare come libero professionista.
Ciao, Giuseppe

Irene Garau ha detto...

CIAO A TUTTI! Mi chiamo Irene Garau e sono una studentessa (ancora per poco, spero) di Architettura. Con una mia collega abbiamo intrapreso come argomento di tesi lo studio di una torre di controllo. Al fine di riuscire a progettare un elemento così complesso mi è necessario fare molta ricerca, ma purtroppo su internet e in generale non c'è molto materiale da studiare. Mi chiedevo se fosse possibile fare a qualcuno di voi un' intervista, rubandovi massimo 10 minuti. Mi sarebbe di enorme aiuto!!!! il mio indirizzo email è
irenegarau@gmail.com , fatemi sapere!!

GRAZIE A TUTTI!!!!

Irene Garau ha detto...

CIAO A TUTTI! Mi chiamo Irene Garau e sono una studentessa (ancora per poco, spero) di Architettura. Con una mia collega abbiamo intrapreso come argomento di tesi lo studio di una torre di controllo. Al fine di riuscire a progettare un elemento così complesso mi è necessario fare molta ricerca, ma purtroppo su internet e in generale non c'è molto materiale da studiare. Mi chiedevo se fosse possibile fare a qualcuno di voi un' intervista, rubandovi massimo 10 minuti. Mi sarebbe di enorme aiuto!!!! il mio indirizzo email è
irenegarau@gmail.com , fatemi sapere!!

GRAZIE A TUTTI!!!!