28.10.09

A'Tuin e il pirla di X-Factor

CON LE COSE che non sapevo ci si potrebbe riempire il mare, se mai dovesse svuotarsi all'improvviso. Il problema con Internet è che ti dà la sensazione che siano cambiate le proporzioni, e di cose te ne avanzino a malapena per riempire un laghetto. Ovviamente non è vero, si tratta solo di un'illusione, simile a quella malefica dell'orizzonte causato dalla curvatura terrestre, che ci ha fatto credere a lungo che la Terra fosse piatta, retta da quattro colossali elefanti in piedi sul guscio di una galattica tartaruga che nuota nello spazio e si chiama A'Tuin (sorry).

Per dire, non lo sapevo che Linda Ronstadt, di cui parlavo qui tra gli altri, avesse fatto anche una copertina di Rolling Stone. Di quello vero, intendo, quello che lo facevano in America negli anni Settanta, non di quello di oggi che c'è il Ligabue, il rocker maledetto della via Emilia, e il Morgan, il pirla di X-Factor.

27.10.09

Vecchi classici da riscoprire: Lana

LANA, REGINA DELLE Amazzoni. Lei è Chaterine von Schell, giovane nobildonna ungherese-tedesca, da noi famosa per aver interpretato Maya nella seconda stagione di Spazio 1999. Lana, a quel che ho capito, è solo in tedesco, però...

26.10.09

“We’d never finished a flight.”

DOPO AVER SCRITTO questa cosa nell'altro Posto, mi sono reso conto che mi ero perso il ritorno al lavoro del comandante Chesley B. Sullenberger III detto "Sully" e del suo primo ufficiale Jeffrey Skiles, lo scorso primo ottobre. Un rientro alquanto spettacolare dal punto di vista dell'attenzione dei media, ma per fortuna per niente spettacolare come svolgimento.

Money Quote: “He’s like Madonna,” one woman said, in what surely was the first comparison of a 58-year-old commercial pilot with a white moustache to a lascivious pop star.

Amid the adulation, Mr. Sullenberger and his co-pilot, Jeffrey Skiles, managed to accomplish what they had come to New York to do: Reunite at the controls of a flight from La Guardia that would complete the 90-minute flight to Charlotte.

After landing smoothly in Charlotte around 2:30 p.m., Mr. Sullenberger reached out his hand to Mr. Skiles and they silently congratulated each other on a job uneventfully done. It is a traditional gesture between pilots at the end of a flight, Mr. Skiles said, but this one was a first for them.

“I’d never gotten to do that with Sully,” Mr. Skiles said. “We’d never finished a flight.”

Windows 7, hard to swallow

UN GENTILE OMAGGIO pensato dai creativi del marketing di Microsoft in Giappone: Burger King nipponico ha creato il panino sinergico "Whopper a sette piani", che viene dato a prezzo scontato ai più coraggiosi; a questo punto non si sa più se tali per aver acquistato Windows 7 o per aver accettato di esporsi al pubblico ludibrio del morso al panozzo. Mah...

25.10.09

You tweet about lunch, you pay!

COME OGNI MALEDETTA domenica, Garry B. Trudeau presenta la tavola maxi di Doonesbury

24.10.09

My name is Lana, Loriana Lana

NON LO SAPEVO. Ma è meravigliosa! E io che non lo sapevo, che esistesse. Perché non mi avete mai detto niente?

Una giornata particolare. Una di molte.

SIAMO ARRIVATI ALLA fine anche di questa settimana. Come avrete notato, pochi post, perché ho girato un po'. Chiamiamola una collezione di piccoli carpiati autunnali, se volete. Sono andato a Parigi e da là nel cuore della Francia, lunedì e martedì, e poi sono andato a Londra mercoledì e giovedì. Ovviamente sempre passando da Milano.

Nel giro francese ho avuto l'opportunità abbastanza rara di visitare un luogo molto particolare: il posto dove riciclano gli aeroplani. Cioè, li sfondano, li pressano e poi recuperano i metalli. Una cosa sconvolgente, visto anche il tipo di ricognizioni che ho fatto.

Invece, per andare e tornare da Londra ho usato per la prima volta il London City Airport (LCY) che mancava alla mia piccola collezione di aeroporti britannici. Una pista niente male, sia come storia che come posizionamento, sviluppo e grado di difficoltà tecnica. Sono stanco ma soddisfatto.

Da prima dell'estate ho smesso di leggere i blog altrui o usare Facebook e, adesso, se riesco a disintossicarmi anche da Twitter, sono a posto. Torno pulito. Capace che mi rimetto anche a programmare in Basic sul Commodore 64.

Invece, già che cisiamo, consiglio a tutti di programmare un giro in Francia: nelle sale è arrivato Lucky Luke.

Il pistolero più veloce della sua ombra del fumettista belga Morris, alias Maurice de Bevere (ma molto si deve anche alle sceneggiature di René Goscinny, papà di Asterix e Obelix, è una sorta di eroe nazionale francese. RIadattato per parchi giochi, cartoni animati e film, ha visto anche una mini-serie televisiva di otto episodi all'inizio degli anni Novanta, con protagonista Terence Hill in versione post-spaghetti-western ma pre-depressione e pre-Don Matteo.

Terence Hill, alias Mario Girotti (storica la coppia con Bud Spencer-Carlo Pedersoli, classe 1929), è un attore italo-tedesco nato nel 1939. L'anno prima era nato Giuliano Gemma e nel 1941 nasce Francesco Sparanero, alias Franco Nero. Il trittico di attori, tutti accomunati da un percorso intenso a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, ha avuto storie differenti. I primi due hanno lavorato con Luchino Visconti nel Gattopardo del 1964, quando Nero era praticamente solo un esordiente. Poi, Nero li ha superati, mentre Hill si è caratterizzato per ruoli di puro intrattenimento e Gemma per un cinema noir e relativamente più impegnato. Oggi sono tutti e tre attivi.

23.10.09

"Destinazione superata: fare inversione appena possibile"

IL VOLO 188 della Northwest, un Airbus A320-212 (registrato come N374NW) con 147 passeggeri e 11 membri dell'equipaggio a bordo, diretto da San Diego a Minneapolis, ha mancato il bersaglio di più di 250 chilometri (150 miglia nautiche), traversando a quota 37mila piedi per 76 minuti una lunga serie di zone del controllo aereo senza mai rispondere alle chiamate radio. Stavano per mandare su i jet militari, dopo che gli altri aerei di linea che lo incrociavano non erano riusciti a capire cosa fosse successo, quando i due piloti hanno finalmente risposto, fatto manovra e atterrati felicemente.

La versione ufficiale, su cui Fbi e polizia stanno indagando, è che i due piloti "si fossero messi a discutere animatamente di problemi di lavoro" e abbiano "perso contatto con il tempo che passava" oltre a non aver sentito la radio. L'ipotesi più sensata, che viene ventilata da più parti, è che in realtà si siano addormentati entrambi. La storia dell'affaticamento cronico in cui verserebbero i piloti delle compagnie aeree soprattutto se impegnati su tratte regionali degli Usa è alquanto interessante e fa un po' paura. In America rispunta così l'ipotesi del pisolino sulla cloche. Una pratica alquanto interessante, che dalle nostre parti non sarebbe del tutto sconosciuta.

Money Quote: Though the practice of nodding off midflight in the cockpit is prohibited by the FAA, U.S. airlines and pilot unions say there is a growing body of research supporting the notion that so-called controlled napping by part of a cockpit crew can enhance safety by making crews more alert during critical, often hectic descents and landings.

Da un certo punto di vista dev'essere stato interessante essere su quell'aereo come passeggeri. O meglio ancora, come personale di cabina. Conosci a memoria la rotta, capisci dopo venti minuti al massimo di ritardo che qualcosa non torna perché l'aereo non sta scendendo, entra il nervosismo, forse un po' di micro-panico, chi può dirlo? A qualcuno saranno passate per la mente immagini di se stesso e di altri passeggeri mentre "caricano" la porta blindata del cockpit con il carrellino delle bibite, cercando di strappare il volantino dalle mani del kamikaze islamico prima che si pianti perpendicolarmente nel suolo a 800 chilometri l'ora? (Se solo una fusoliera riuscisse a sopportare lo stress meccanico di una simile manovra).

I passeggeri devono aver vissuto momenti interessanti...

Broken promises

ESCE WINDOWS SEVEN, la nuova versione del sistema operativo di Microsoft. Il punto di vista degli spot "Get a Mac" di Apple.

20.10.09

Il Paese dei bidonari

STIAMO COSTRUENDO IL ponte sullo stretto di Messina: i lavori partiranno entro dicembre. Ma siamo anche il Paese dell'Alta Velocità/Alta capacità. Treni super-veloci che sfrecciano per l'Italia, azzerando le distanze. Settimana scorsa sono andato a Pordenone: da Milano ci vogliono 4 ore e rotti, utilizzando un Intercity che è stato ribattezzato "Eurostar City", con l'unica differenza di costare il 15% in più rispetto a prima: il "materiale rotabile" e la velocità di percorrenza sono identiche (quest'ultima è praticamente la stessa di quella del Ventennio, peraltro). Stasera sono tornato dalla Francia arrivando alle 22.30 a Malpensa da Charles De Gaulle. I 45 minuti di "treno veloce" delle Nord (ma per carità) sono diventati un'ora e dieci, pur senza alcuna stazione nel tragitto, a causa di "rallentamenti".

Ma la cosa più bella sono gli Eurostar di casa nostra: ora diventati chissàcomemai "i Frecciarossa", in attesa che arrivi Montezemolo con i suoi. Il primo bidone è che il termine "Eurostar" viene utilizzato in maniera più appropriata dal 1994 dalle ferrovie di Gran Bretagna, Francia e Belgio. Il secondo è sui treni ad alta velocità. Sapete di cosa non si parla mai durante gli orgasmi ferroviari che ci colgono tutti quanti quando pensiamo alle magnifiche e progressive sorti del nostro sistema ferroviario? Un sistema che, peraltro, sta cancellando l'Eurostar diretto da Bergamo a Roma che ci mette solo 5 ore e mezzo.

Non si parla mai del fatto che esiste una associazione di compagnie ferroviarie europee che gestiscono treni ad Alta Velocità e che si sono federate insieme per offrire un servizio migliore e rendere davvero più piccolo il nostro vecchio continente. E sapete la notizia? L'Italia non ne fa parte: ci sono "solo" DB (Germany), SNCF (France), Eurostar (UK, France and Belgium), NS Hispeed (Netherlands), ÖBB (Austria), SBB (Switzerland), SNCB (Belgium). Tristi? Forse solo i turisti che vanno nella Camargue in treno, rinunciando all'Italia...

18.10.09

The Hope Machine

GARRY B. TRUDEAU, con Doonesbury, perché dopotutto è pur sempre domenica...

Le fottute virgolette

IL POSTO DI prima, quello con i link che non sapevo dove mettere, è stato per tutta la giornata in condizioni inutilizzabili. Avevo scritto, come faccio di solito, su un foglio di videoscrittura bianco il testo, non nel browser, e messo a mano le tag html (ne so usare quattro, che per un blog bastano e avanzano). Peccato che il sistema fottuto avesse sostituito alle consuete virgolette quelle "smart", cioè girate dal verso della parola a cui si accompagnano. E che ovviamente non vengono convertite da Blogger, rendendo i link inutilizzabili. Poco male, smanettando cinque minuti ho risolto. Però che fastidio...

Nelle more del carpiato...

ALCUNI LINK CHE mi erano rimasti nel computer durante l’ultimo carpiato:

David Byrne, ex leader dei Talking Heads, recensisce molto bene il Kindle e scrive i suoi Diari della bicicletta (arriverà a novembre anche in italiano).

La mia fascinazione personale per la sete d’energia idroelettrica, per le biciclette pieghevoli, che vengono prodotte negli Usa dalla Dahon (e qui) ma anche in Cina, mentre il pensiero torna alla Graziella, la bicicletta pieghevole definita “la Rolls Royce di Brigitte Bardot”. Nei forum, vagando attorno all’argomento, si scoprono alcune perle rare.

Steven Berlin Johnson dice la sua riguardo ai libri elettronici e alla possibilità di creare un archivio totale che sia anche utile con un articolo del 2005 che, a rivederlo oggi, ha l’ingenuità di un manuale per la videoscrittura degli anni Ottanta.

Da qualche parte nella rete, ma a quanto pare non nella memoria di molti, ci sono ancora The Virtual Community (che ha “inventato” il termine “comunità virtuale”) e Tools for Thought (definito an exercise in retrospective futurism) di Howard Rheingold

Mi sono tornati in mente, per motivi che sarebbe troppo lungo spiegare, i Japan, cioè la band degli anni ’70-’80. Non ho niente di loro in discografia, appunto per il futuro di provvedere.

Una rivista che bisognerebbe cercassi sui banchetti dell’usato quando vado negli Usa è Imagination: una delle classiche riviste pulp di fantascienza che si è mossa negli anni Cinquanta. Le copertine sono meravigliose.

Walt Mossberg fa una recensione-choc di Windows 7: il sistema operativo di Microsoft, dice lui, beats the Mac OS in some areas, such as better previews and navigation right from the taskbar, easier organization of open windows on the desktop and touch-screen capabilities. So Apple will have to scramble now that the gift of a flawed Vista has been replaced with a reliable, elegant version of Windows.

Qui ci si chiede: “Quale sistema operativo ha la miglior vita sociale?”.

Forse verranno ripubblicati i tre capitoli di The Journeyman Project, uno dei videogiochi che ho amato di più. Soprattutto il terzo capitolo, Legacy of Time, in cui c’è anche la bella Michele Scarabelli (è una donna, ma per un refuso all’anagrafe - una elle saltata - a noi italiani sembra un uomo). Qui il video e forse meglio ancora qui. Per l’epoca, era bellissimo: il viaggio nel tempo come non l’avete mai visto. E soprattutto, usava tecniche simili a quelle di Myst, ma in più c’erano gli attori e la storia non era noiosa come quella di Myst. Ah, e c’era Arthur, il software di navigazione animato, che è una meraviglia. Altro gioco stupendo, di quasi un decennio prima però, è Lure of the Temptress.

È uscito Google Wave e ArsTechnica spiega cos’è e come funziona. Tra le tante, è la migliore spiegazione. Peraltro, il sistema si sta rivelando molto meno interessante di quanto immaginato nell’attesa febbrile delle scorse settimane. Non c’entra niente, però qui c’è un bel video con Stewart Brand. Ecco cosa dice il papà dello Whole Earth Catalog:

The shift that has happened in 40 years which mainly has to do with climate change. Forty years ago, I could say in the Whole Earth Catalog, "we are as gods, we might as well get good at it". Photographs of earth from space had that god-like perspective.

What I'm saying now is we are as gods and have to get good at it. Necessity comes from climate change, potentially disastrous for civilization. The planet will be okay, life will be okay. We will lose vast quantities of species, probably lose the rain forests if the climate keeps heating up. So it's a global issue, a global phenomenon. It doesn't happen in just one area. The planetary perspective now is not just aesthetic. It's not just perspective. It's actually a world-sized problem that will take world sized solutions that involves forms of governance we don't have yet. It involves technologies we are just glimpsing. It involves what ecologists call ecosystem engineering. Beavers do it, earthworms do it. They don't usually do it at a planetary scale. We have to do it at a planetary scale. A lot of sentiments and aesthetics of the environmental movement stand in the way of that.


Brand è un personaggio fondamentale, tra l’altro il primo ad aver usato il termine “personal computer” in un libro. È super-attivo ancora oggi.

All’epoca del Catalog, c’era Jerry Garcia che suonava con i suoi Grateful Dead, si andava a giro sul Furthur e si leggeva The Electric Kool-Aid Acid Test. (Temo però che EKAAT - da noi sarebbe "L’Acid Test al Rinfresko Elettriko" - non sia stato mai tradotto in italiano; o forse sì. Se ce l'avete, ditemelo!).

Tra l'altro, è stata anche l'epoca in cui si sono mescolate cultura alta e bassa. Come nel film FM, un gioiellino semi-sconosciuto del 1978, che ha fatto poi da pivot per la serie televisiva WKRP in Cincinnati, sit-com che è stata trasmessa anche in Italia con un certo successo.

Ok, questo è tutto. Posso finalmente chiudere Safari e riavviare il computer!

11.10.09

Finalmente arriva l'autunno...

DI FLASHFORWARD NE ho già parlato più sotto. La seconda puntata della prima stagione mi ha infastidito: scontato e molto, molto meccanico, oltre che irreale, lo sviluppo della trama. Non ci sono personaggi "vivi", ci sono scene obbligatorie che richiedono la creazione di situazioni che costringono i personaggi a fare le capriole per starci dentro. Blah.

Invece, grazie al cielo ci sono anche due cose belle di cui parlare. La prima è che è appena partita la seconda stagione di Sanctuary. Nato come esperimento via web, il telefilm ha poi preso quota, diventando una serie vera e propria. La prima stagione è stata carina, i risultati buoni, adesso la seconda promette ancora meglio. Fra l'altro, è il trionfo delle produzioni canadesi: nata come costola e progetto collaterale, adesso rappresenta una bella, nuova strada. Da ricercare: credo da noi sia inedito.


Poi, c'è la bella notizia. Per gli amanti dell'altra serie di fantascienza, torna non Battlestar Galactica (di cui aspetto a gloria la partenza dello spin-off Caprica), non Star Trek (di cui a quanto pare siamo destinati a rimanere orfani almeno sul piccolo schermo, perché JJ Abrams è al lavoro per il secondo film della sua tenure), bensì Stargate.

E qui non siamo parlando di uno Stargate già noto (SG-1 oppure Atlantis), bensì della nuova Stargate Universe, che è una sorta di Voyager fatta in maniera più interessante. Il primo episodio (doppio) parte molto bene, con un cast di personaggi abbastanza evoluto, la testimonianza (sempre necessaria) dei protagonisti della prima serie, una trama che accelera in maniera interessante e quella sensazione strisciante su per la schiena che è poi quel che si chiede a questo telefilm: stare davanti al televisore e sentirsi persi, come i protagonisti della storia, a miliardi e miliardi di anni luce di distanza, su un'astronave sparata in una direzione sconosciuta per motivi ignoti.

Nonostante l'astronave che viaggia sparata nell'iperspazio, ci sono sempre i nostri amati "anelloni", che consentono di trasferirsi - grazie a un wormhole - da un posto all'altro. La più bella metafora del viaggiatore moderno, che entra in un aeroporto in un continente e ne esce in un altro. Meccanismo narrativo che consente alle varie serie di Stargate di raccontare da 15 anni storie di esplorazione, avventura e poco altro, sempre in maniera nuova e divertente. Il secondo episodio, con il mondo-deserto (e il teletrasporto mentale sulla Terra) non è all'altezza dell'esordio, ma speriamo bene per il resto.



Ok, finalmente sta iniziando l'autunno...

Doonesbury

COME OGNI DOMENICA, arriva Garry B. Trudeau.

10.10.09

I soliti comunisti

IL NEW YORK Times recensisce The Lost Symbol, il nuovo libro di Dan Brown. E lo stronca con una certa, raffinata durezza. Il risultato è che adesso il libro comincerà a vendere sul serio, mentre la vecchia signora del giornalismo americano si sarà lavata la coscienza.

Money Quote: Brown’s novels are obviously inspired by Indiana Jones and “Raiders of the Lost Ark.” But he can only emulate the galloping narrative drive and the fascination with mythological archetypes, pyramids, Holy Grails, treasure maps and secret codes; he can’t summon the sexy, playful side of the Spielberg-Lucas legacy.

9.10.09

Paso doble

A QUANTO PARE Twitter è a colloquio con Google e con Microsoft (come dire: il diavolo e l'acqua santa) per cedere l'integrazione del suo feed di cinguettii ai motori di ricerca delle due aziende. Chissà come finirà l'asta (forse era questo il modello di business di Twitter che tutti aspettavano di capire).

Money Quote: Twitter's discussions with Microsoft and Google are being conducted separately and would allow each company to incorporate the 140-character messages, or "tweets," that Twitter is kno

8.10.09

Beneath a Steel Sky (1994)

SU IPHONE STANNO rispuntando alcuni dei più bei giochi degli anni Novanta. Dopo aver visto ricomparire Myst, Monkey Island e i vari sparatutto in soggettiva di IdSoftware, per intendersi come Doom, adesso è il momento delle cose relativamente meno conosciute. Si tratta in realtà di titoli straordinari, che però si sono persi nel "rumore" generato da una industria che era diventata sempre più frammentata e prona ai crash economici e di sistema.

Uno dei migliori tra quelli meno conosciuti è Beneath a Steel Sky, la cui storia è ottimamente raccontata da Daniele Piccinelli su Macity. Sotto il cielo di acciaio di un'Australia futuribile alla Blade Runner ci sono i disegni di Dave Gibbons, la metà che disegna del duo che ha creato il capolavoro dei fumetti Watchmen. Se siete però curiosi di seguire la storia senza bisogno di scaricare il gioco per iPhone (o per Amica, se ce l'avete ancora), può valer la pena seguire questo "film" di quasi tre ore, in pratica il video preso da uno che se l'è giocato e finito tutto...

All the way (1957), Desperado (1973) & My Little Grass Shack in Kealakekua, Hawaii (1934)

DEVO DIRE LA verità: certe cose (come questo duetto virtuale fra Celine Dion e Frank Sinatra) mi fanno un po' impressione.



Però è una scusa per ricordarmi che esiste un canone per la musica jazz (uno "standard jazz"), chiamato Great American Songbook, che adesso potrebbe riacquistare quota. Lo ha fatto ciclicamente, perché copre quel periodo tra il 1920 e il 1960 che è stato praticamente spazzato via dalla musica pop dei Beatles e quella rock dei Rolling Stones. La maggiore interprete di quest'epoca è stata una interprete straordinaria, una vera regina della musica negli Usa e praticamente sconosciuta da noi, che si chiama Linda Ronstadt.

E se volete avere idea di cosa voglia dire "interpretare" qualcosa, vi consiglio di ascoltare questa versione di Desperado fatta con gli Eagles durante un concerto. Non c'entra con gli standard del jazz, ma ce l'abbiamo più chiara nelle orecchie come cultura. Perché prima la senti e poi ti viene il dubbio di chi sia il legittimo proprietario della canzone (e guardate che schiodare Don Henley dalla canzone che ha scritto nel 1973 con Glenn Frey vuol dire muovere una montagna con un bastone e mezza cipolla). Per me, ascoltare la Ronstadt, che ha 40 anni di carriera e un numero mostruoso di cover e canzoni, stili e declinazioni, vuol dire rimanere sempre incantato. È come guardare un telefilm con Jane Seymour, se capite quel che voglio dire.



Invece, per tornare al mood originario del Great American Songbook, cosa meglio di un italoamericano "minore" che ha traversato più di trent'anni di musica leggera prima e dopo la guerra? Ted Fio Rito, che in realtà si chiamava Teodoro Salvatore Fiorito, è stato un compositore e direttore d'orchestra leggera di tutto rilievo. Nel 1934 ha tirato fuori questa straordinaria My Little Grass Shack in Kealakekua, Hawaii che si è arrampicata sino alla vetta più alta delle classifiche americane dell'epoca. Tutta da gustare in questa registrazione del 20 aprile 1938, con la parte vocale delle The Debutantes.

7.10.09

BFF09 Milano

DOMANI INIZIA A Milano la quarta edizione locale del Bicycle Film Festival. Una iniziativa internazionale che si sposta da città a città e che è tutta da vedere.

Cento giorni a Palermo (1984)

QUELLO CHE RIMPROVERO al mio Paese è di non saper raccontare le sue storie. Di non avere una tradizione vitale di memorialistica che sia - perché no - anche commerciale, piuttosto che furba ed encomiastica. A me piacciono le biografie, quelle belle biografie che raccontano storie di persone e di epoche importanti, che dalle nostre parti non si trovano.

Al limite, un po' di tempo fa, bastava andare al cinema o accendere al tivù. Adesso, neanche là. Di che cosa sarà colpa? Del riscaldamento globale?



Cento giorni a Palermo, regia di Giuseppe Ferrara, è quasi profetico. Meno di dieci anni dopo, e ci sarebbero stati Falcone e Borsellino. Qui invece c'è Carlo Alberto Dalla Chiesa, mandato nel 1982 come prefetto in Sicilia dopo il full di omicidi eccellenti di Boris Giuliano, Cesare Terranova, Piersanti Mattarella, Gaetano Costa e Pio La Torre, facendogli interrompere le indagini sul brigatismo e il caso Moro. E qui a Palermo cento giorni dopo, il 3 settembre 1982, Dalla Chiesa, mandato a Palermo "con gli stessi poteri del prefetto di Forlì" (come ebbe lui stesso a dire), viene assassinato dalla mafia.

Accanto a una spledida Giuliana De Sio, brilla Lino Ventura, attore parmigiano prestato alla Francia e praticamente mai restituito. Quello di Dalla Chiesa fu uno dei suoi ultimissimi ruoli (Ventura morì all'improvviso di un attacco cardiaco a Saint-Cloud nel 1987) e uno dei più intensi.

L'ex campione europeo di lotta greco-romana (fascia 1950) con questo film sorprese il pubblico italiano, abituato a sentirlo doppiato, anche per la voce calda e velata appena da un lieve accento esotico, che difficilmente si sarebbe indovinato come francese. Per quel che è dato sapere dalle cronache, Ventura come Dalla Chiesta è stato un modello d'uomo la cui storia oggi non avremmo più alcun interesse o passione a raccontare.

6.10.09

Lo scandalo mondiale dell'email

LA BBC HA scoperto che anche Google è stata coinvolta nello scandalo delle email (e password) rubate. Adesso ci sono due liste per un totale di 30mila indirizzi compromessi, molti dei quali assolutamente attivi. E a quanto pare c'è anche una terza lista che sta emergendo....

5.10.09

Autostimami (2009)

IERI SERA SONO stato alla presentazione del libro di Alessandra Faiella, Autostimami, condotta da Marina Senesi nel cuore della Chinatown milanese (al nuovo "Caffè Bistrot" in via Lomazzo 29). Il libro è singolare e intrigante: Faiella è un'attrice brava perché capace di toccare molto bene corde difficili come quelle del registro comico. Ma è anche molto di più: ha lavorato oltre che per il teatro anche per la televisione e ha studiato con ironia la realtà che ci circonda, imparando a gestirla e a gestire la difficoltà dell'esistenza.ù

Autostimami è proprio questo: un breve corso di ironia e pensiero per acquistare sicurezza di sé e vivere meglio. Faiella ci riesce nel modo più semplice e più difficile: con ironia, appunto, e con leggerezza e divertimento. E con chirurgica precisione nell'aiutarci a tirare fuori la nostra identità, la nostra anima, anche dalle situazioni meno felici.

L'edizione del Sole 24 Ore è di 118 pagine per 15 euro.

4.10.09

2.10.09

Potenza del marketing...

VOGLIONO TUTTI IL pass per entrare dentro Google Wave. Pazzesco.

Money Quote: Google has done something quite amazing this week: it has created a hysteria for a product that people want, even if they don't know exactly what it is.

There is blood on the showroom floor!

LA STORIA FANTASTICA e simbolica dei venditori di auto in America. Ovviamente su The Believer.


Money Quote:When I decided to write a story about the salesmen of cars, used and new, it was because I believed the car salesman to be a preacher in the church of the American dream. What is a car salesman if not a cleric who, like a minister or rabbi, sells the vision and moves the product?

Qui ne connait pas Zazon?

LA RAGAZZA CHE fa gli sketch più belli del web. Si trovano su Canal.



Bellezza rara, dalle manifeste origini latine, si è fatta conoscere a partire dal nuovo millennio dopo un periodo trascorso a Los Angeles. Per lei i francesi ancora impazziscono. Tra i suoi corti più belli, La Fonde des neiges.

1.10.09

Google Wave mania

È ARRIVATO (MA solo in via limitata e sperimentale) Google Wave, il sistema di collaborazione che rivoluziona alcune delle metafore più profondamente infilate nella nostra vita digitale, come l'idea della posta elettronica. E tutta la rete è impazzita: vogliono i primi 100mila inviti a disposizione.

La più bella preview-recensione del nuovo servizio di Google si trova su ArsTechnica.

La bizzarra impresa

LO STRANO CASO della coppia che "viaggia lento" - a 30 all'ora - e che ha fatto il viaggio intorno al Mediterraneo con una fantastica 500R del 1973. Loro lo hanno fatto nel 2007 (prima nel 2005 con equipaggio differente), ma io me ne sono accorto solo adesso.



Sopra questo viaggio hanno costruito un piccolo mondo di idee e commercio: video, libro, magliette, borse.