31.8.09

Le notizie del mondo

SECONDO ME SONO due le notizie del giorno: una è che il Giappone cambia passo e i democratici vanno al governo, dopo 54 anni di esecutivi guidati dai conservatori (il partito Liberal-democratico). L'altra che Disney si compra Marvel: Topolino e gli X-men sotto lo stesso tetto.

Il resto, mi pare, sono chiacchiere da bar di provincia.

30.8.09

Ice Age: Dawn of the Dinosaurs

SONO PASSATI SETTE anni dal primo appuntamento con Ice Age, cioè L'Era Glaciale creata da quei Blue Sky Studios che si sono rivelati l'arma segreta di 20th Century Fox in un'epoca di dominio assoluto della Disney grazie a Pixar. Sette anni, tre film e altrettanti corti. Una nota importante subito al principio: il personaggio dello "scoiattolo con i denti a sciabola", vale a dire Scrat, comincia a trovare nel terzo appuntamento cinematografico finalmente il posto che merita, accennando a inserirsi nella trama del film. È importante, perché fin dal primo film della serie Scrat è stata la cosa più "forte" e al tempo stesso quella che poi non c'entrava niente con la trama del film stesso.

In Ice Age 3: Dawn of the Dinosaurs c'è maturità di temi e complessità della trama. La transazione è legata al fatto che, nonostante il passaggio al 3D, il senso di meraviglia della computer grafica è ormai attenuato nella mente degli spettatori. Per stupire e appassionare adesso ci vogliono personaggi, storie, situazioni con le quali stabilire un legame empatico e per le quali meravigliarsi. Il film ci riesce: alla fine, quando i fili vengono rimessi assieme, le lacrime del pubblico sono quasi scontate.

C'è da segnalare una crescente attenzione a segmenti di azione pura, stile Looney Tunes, da videogioco. Sia per quelli già pronti che per rallegrare una generazione di spettatori che al cinema si aspettano qualcosa in più della loro Xbox.

Summer Daydream

COME OGNI DOMENICA, arriva Garry B. Trudeau con Doonebury

29.8.09

Back in business

SONO TORNATO A Milano da un viaggio di meno di una settimana a San Francisco per lavoro. Tempo ben fresco (sotto i venti gradi, per intenderci) e città piena di italiani in vacanza. Anche di francesi, ma gli italiani erano di più. Mancavano invece gli spagnoli. I tedeschi sono sempre stati relativamente pochi, adesso sono assenti del tutto. Nel mio personale test sull'andamento delle economie europee, questo è un segnale di ripresa per i paesi meno colpiti dalla crisi. Gli spagnoli, che avevano fatto favile in dieci anni, adesso stanno cercando di recuperare dalla "musata" più dura. I tedeschi invece stanno proprio faticando.



Per la cronaca: ho volato con Delta Air Lines da Malpensa via New York-JFK. La tratta transatlantica l'ho fatta con un Boeing 767-300ER, invece il pezzo dentro, che una volta era affidato alla flotta di vetusti ma deliziosi 757, adesso è in mano a un mazzo di 737-800. Comodi, per carità, però è tutta un'altra cosa. Non si può star via nove mesi che subito ti cambiano tutto...

23.8.09

The elephant in the room

È DOMENICA E arriva Doonesbury di Garry B. Trudeau.

The Sweeney (1975-1978)

NON BISOGNA DIMENTICARE che Sweeney Todd fa rima con Flying Squad. Per dire... Qui sotto sigla iniziale e finale.



22.8.09

Pettinare il criceto

OGNI TANTO ANCHE un server ha bisogno di prendersi quei cinque minuti da solo con se stesso...

21.8.09

Meduse flitte

GIUSTO PER RICORDARCI sempre che nessuno ha il monopolio di niente. Neanche i nostri giornali delle minchiate estive.


Money Quote: Italy's struggle to accept the culinary customs of its growing immigrant community has reached the beaches this summer as sunbathers get acquainted with the Chinese habit of deep-frying jellyfish.

Italians have been spluttering over their mozzarella sandwiches at the sight of Chinese men who hire pedaloes to hunt down the creatures for frying up or eating in a salad.

"They fill up big tubs then unload the catch on the beach, washing them and coating them in some kind of flour before hauling them off," said Francesco Verona, head of the association of beach club owners in Marina di Pietrasanta in Tuscany. "This has been going on for a while, but they are a lot more organised this year," he added.

Tuscan jellyfish are turning up on the menu in Chinese restaurants in Prato near Florence, home to a large Chinese community, wrote La Repubblica.

Verona said he was delighted. "They are cleaning up – the fewer the jelly fish, the fewer bathers are getting stung."

Il volo della Fenice (2004)

NON CI SAREBBE tutto questo clamore attorno alla "scoperta" dei ricercatori australiani che la gente che si perde nei deserti tende a camminare in circolo, perché è cosa già nota a chi ha visto Il volo della Fenice originale e remake. Entrambi sono "figli" dello stesso libro, The Flight of The Phoenix di Elleston Trevor.

L'idea non è male: l'aereo cade nel deserto, intorno ci sono anche i beduini arrabbiati (o i briganti mongoli), l'unico modo per salvarsi è ricostruirlo e volare via. Il libro e il film originale sono ambientati nel deserto libico (prospettori petroliferi), invece il remake del 2004 con Dennis Quaid è nel deserto dei Gobi, in Mongolia (dove si cerca il petrolio adesso).



L'implausibilità dal punto di vista tecnico è assoluta, ma non è questo il punto. L'idea di creare un "volo della Fenice" è straordinaria perché scava nel profondo dell'animo umano (rialzarsi dopo una sconfitta) e richiede un discreto esercizio di pensiero fuori dagli schemi e di applicazione completa al proprio obiettivo. Tra i limiti del remake (l'originale non l'ho ancora visto) c'è il giochino ad eliminazione stile survivors (chi ce la farà ad arrivare alla fine?) che è lento e allunga talmente i confini della parola stillicidio da costringerla a un mese di trazione ortopedica per tornare come prima.

Nel complesso, il film si fa vedere ma non ha meriti davvero particolari.

20.8.09

Meglio un sasso per amore che...

PER LA SERIE: "Eppure l'ho sentita, ero sicuro che la notizia ci fosse", frase di Robert William Boyle, inventore del moderno Sonar, una storia imprescindibile.

Money Quote: Un istante dopo il giovane Carlo Marchi, ciuffo biondo e mocassini senza calze, entra per sempre in una delle foto più famose del mondo: American girl in Italy. Con cui la reporter Ruth Orkin immortala la specie degli italian pappagalli. «S’era portata dietro una bellona, lei invece era una gran befana», racconta l’industriale fiorentino che sembra il fratello di Clint Eastwood, 79 anni («Sono un Pnf, piede nella fossa»), pantaloni da lavoro corti e pedule, seduto a ginocchia incrociate sotto la veranda nella tenuta maremmana di Moscatello, Giuncarico, Grosseto. «Non so nemmeno perché sia piaciuta tanto, secondo il New York Times è la seconda foto più pubblicata al mondo, dopo quella del bacio. Bah, per una ventina di euro la vendono tutti gli ambulanti di Firenze».

(Un indizio: aiuta sapere che la sorella, come viene spiegato obiter dictum nel pezzo, è "la marchesa Bona"?)

Money Quote 2 (ma leggetevelo, è una vera miniera, da stampare a futura memoria per le scuole di giornalismo): Una breve parentesi mineraria canadese, nel Sasketchawan. Poi Beverly Hills e Hollywood, California. «Avevo due amici lì. Uno era Gregory Peck, l’altro un contadino del Nebraska che si chiamava Henry Fonda. Qualcuno ci ha presentati, non ricordo chi. Gregory era un tirchio tremendo. Nel 1958 ci fu un party per il film The big country. Costò 47.500 dollari, pagava William Wyler. Ma lui soffriva lo stes­so. Hank Fonda era simpatico. Ebbi un flirtino con la figlia Jane, allora era molto carina, dopo è diventata antipatica. C’era Liz Taylor, vedova da poco, non ricordo di che marito. E Rock Hudson. Disperato perché gli toccava baciare un sacco di donne »

Don Hewitt

È MORTO IL creatore di 60 minutes, la mitologica trasmissione giornalistica della Cbs.

Don Hewitt ha lavorato con Edward R. Murrow e Walter Cronkite. Ha cambiato la faccia del giornalismo televisivo statunitense, a partire dal 1968. Aveva 86 anni.

Money Quote: Yet "60 Minutes" remains a place, perhaps the preeminent place on television, to be taken seriously, and to signal the world that you want to be taken seriously. It is cut like a classic suit, and is wearing well.

19.8.09

Fable III (il gioco del libero arbitrio)

MICROSOFT NON MOLLA e gioca l'asso. Arriva la terza puntata del super-gioco di Peter Molyneux. Sarà disponibile a partire dal 2010, ma non proprio subitissimo. E promette meraviglie. Intanto, arrivano anche vari contenuti aggiuntivi per Fable II, che rimane un gran gioco anche lui.

Money Quote: You'll take up the role of either the son or daughter of the Hero from Fable 2. The first half of the game will center around gaining support and starting a revolution against the current king. "Ultimately you overthrow that terrible tyrant who rules Albion, but to do that you have to make some promises," said Molyneux. But it's up to you to keep those promises about help the poor, lower taxes, and so on. An example of the decisions you'll have to make is your ability to do away with poverty by spending all of the money in your treasure room -- or you can just save it for yourself, but either way, there will be consequences. And as ruler, you'll be able to have a family that naturally take up the roles of king or queen and prince or princess.

18.8.09

Gundam Origini

LA SERIE DI tre romanzi scritti per il lancio dell'epico cartone animato creato da Yoshiyuki Tomino, Gundam, è una rarità. Ho finito di leggere il primo, Mobile Suit Gundam I, che è stato pubblicato in Italia da Star Comics ed è alquanto difficilotto da trovare, come i suoi due successori, e devo dire che a parte un quantitativo consistente di ingenuità anche di edizione, non è affatto male. La storia c'è.

Accompagno la lettura a quella del manga Gundam Origini, realizzato da Yoshikazu Yasuhiko, che è anche il creatore del mecha design originale. La novelization ripercorre con brio e spunti creativi (ma sempre filologicamente corretti) la storia della serie originale. Che qualche settimana fa mi sono comprato nel doppio cofanetto lanciato nel 2008. Doppiaggio originale e nuovo, più fedele all'originale. Insomma, ce n'è di trippa per gatti, quest'estate.

Il Mobile Suit Gundam è una vera festa popolare anche per il cosplay.

17.8.09

Mass Effect 2

È CONFERMATO CHE sta arrivando la seconda puntata di Mass Effect, uno dei titoli migliori nella passata stagione videoludica. Quest'inverno ci sarà l'ingorgo, attorno a Natale, per le uscite dei sequel dei successi degli anni passati. Tutti giochi numero due, tre, quattro. Per questo, altri giochi verranno ritardati artificialmente: lo scopo è di evitare la carneficina delle feste e di non uscire quando ci sono i blockbuster. Proprio come succede da tempo nel Risiko dei film di Hollywood.

16.8.09

Apple iPAD in vista?

BARNES & NOBLE, la prima catena americana per la vendita di libri e che a breve lancerà il suo lettore di ebook in formato digitale prodotto da Plastic Logic, fa un sondaggio per capire cosa potrebbe succedere nel mercato. E tra le domande gliene scappa una piuttosto interessante:

I plan to buy an Apple iPAD (large screen reading device) this year



Quel che se ne ricava sono varie cose interessanti:

- il tablet di Apple si chiamerà iPad

- avrà dimensioni cospicue, visto che l'unico altro "large screen reading device" presente nella survey è il Kindle DX, apparecchio dotato di uno schermo da 9,7 pollici

- sarà pronta e lanciata entro l'anno, cioè ragionevolmente per la stagione natalizia

- la mancanza di domanda "l'ho ordinato, già ce l'ho" leva il dubbio che si tratti di un modo sbagliato per indicare l'iPod touch (peraltro, indicato subito sotto, nel testo)

A meno che quelli di B&N e della società che gli fa le survey non si siano sbagliati di grosso o giochino sporco (o che sia tutto un fake), la notizia c'è.

Got a valued customer

GARRY B. TRUDEAU e il suo Doonesbury, come ogni domenica.

15.8.09

Buon ferragosto

AUGURI AI VISITATORI di questo Posto.

Ricordate che Ferragosto è una festa particolare, di origine romana ma con un preciso significato religioso per i cristiani.

È anche una importante festa di rottura per gli italiani (nessuno fa una ramazza, oggi) ma è inesistente al di fuori dell'Italia.

Per questo, se avete un iPhone o un iPod touch, potreste essere interessati in qualche novità gratuita oppure a unirvi alla conversazione nei commenti a questo post.

Piccoli giornalisti cresceranno?

E ORA CHI glielo dice al giovane fenomeno Damon Weaver, che ha già intervistato il vicepresidente Joe Biden ed ha soli 11 anni, che la professione giornalistica va a chiudere? Si è intervistato anche Barack Obama...

14.8.09

La bici

PER QUELLI CHE mi chiedono notizie: la bici è da uomo e senza cambio, più o meno come quella nell'immagine qui sotto. Più avanti spiego un paio di cose. La prima sensazione quando hai una bici (per quanto economica) è che temi in continuazione che te la rubino. Forse dovevo prendere una di quelle minuscole e ripieghevoli, almeno me la portavo dietro. Anche se sono bici scomode, ridicole e soprattutto per me che sono grande e grosso. Che difficile vivere nel XXI secolo...

Teniamo la scrivania ordinata

È SCEMA MA mi fa impazzire. Apre una nuova dimensione di bricolage casalingo. È la strepitosa mensolina per il braccio dell'iMac..

13.8.09

È qui la festa?

LA FOTOCAMERA GIRA sul supporto motorizzato quando i sensori avvertono del movimento. E se poi il sistema di riconoscimento automatico dei volti, poi, individua anche un sorriso, scatta subito la foto! A me, questa Sony Dsc Tx1 mi fa letteralmente impazzire...

11.8.09

Il bello della bicicletta (2009)

HO COMPRATO UNA bici. Ne riparleremo più avanti. Com'era però evidente a chi mi conosce, non potevo semplicemente andare e comprarla. Ci ho pensato tre anni, ho parlato con alcune centinaia di persone, ho fissato intensamente, nei momenti più diversi, ciclisti fermi al semaforo o che transitavano per le strade o che si ristoravano ai tavolini di un bar, tenendo d'occhio il loro velocipede, ho persino cercato spezzoni di vecchi film (tra tutti: Butch Cassidy and the Sundance Kid del 1969) e ovviamente letto libri. Morale: alla fine mi sono convinto e l'ho comprata.



Tra le varie cose che mi hanno affascinato c'è stata la recente rivoluzione - a quanto pare innescata dai francesi - con il bike sharing di Parigi, che sta cavalcando il pianeta. Milano si è adeguata, altre città seguono sulla crosta terrestre, la crisi e l'ambiente invogliano a risvegliare la coscienza ambientale che sanamente pedala. E tutti ovviamente criticano le locali amministrazioni cittadine e si pongono problemi sul perché altrove funzioni meglio che da loro. Qualsiasi sia la città.

Per dire, se lo chiedono a Seattle, anche in queste ore. E ne parla anche Marc Augé nel suo Eloge de la bicyclette dell'anno scorso, che da noi è stato tradotto (ottimamente da Valentina Parlato) da Bollati Boringhieri filologicamente come Il bello della bicicletta.

È un libro piacevole anche se limitato dallo spirito di superiorità francese e della loro autoreferenzialità culturale, che è impressionante. Ci sono fin troppe carinerie verso il lettore di una certa generazione e molte tentate bellurie, sulla falsariga di quelle nelle mitologie del maestro del genere, cioè Roland Barthes.

Il libro è comunque gradevole, breve e con una bella e fresca veste grafica, curata dalla brava Annalisa Gatto. L'anonimo redattore che ha scritto la quarta di copertina, invece, porta le aspettative un po' più in là di quanto non dovrebbe.

Money Quote: Nel 1948 esce nelle sale "Ladri di biciclette" di Vittorio de Sica. Passerà appena un anno e Fausto Coppi, trionfatore in sella alla sua Bianchi di Giro d'Italia e Tour de France, diventerà l'eroe dell'epopea moderna celebrato da Roland Barthes. Ed è proprio nel clima di devastazione e speranza, di distruzione e rinascita dell'immediato dopoguerra che si impone il mito contemporaneo della bicicletta, un mito oggi forse maturo per trasformarsi in utopia ecologista e democratica. Augé analizza lucidamente il "nuovo umanesimo dei ciclisti", che annulla le differenze di classe, induce all'uguaglianza, riconduce l'esistenza nelle nostre città a tempi e ritmi più sostenibili, trasforma le vie urbane in spazi da scoprire con la cadenza regolare della pedalata e riapre così le porte, in ultima analisi, al sogno e all'avvenire.

Knowing (2009)

POTETE CONSIDERARLO UN film debole, perché Knowing (da noi si chiamerà Segnali dal futuro ed esce il 4 settembre) sembra scritto dagli allievi della scuola di Dan Brown, in cerca della "maniera" giusta. Storia intricata e che salta continuamente da uno stile all'altro, rendendo la pellicola una via di mezzo tra un film catastrofista qualsiasi (Dante's Peak con Pierce Brosnan, ma su scala planetaria) e Incontri ravvicinati del terzo tipo, anche con qualche influenza horror.

Knowing però è ravvivato da Nicholas Cage (che è un bravo attore ma si è rotto le scatole anni fa e ha deciso di fare solo film per monetizzare la sua fama e pagarsi i conti della palestra) in buona forma e capace di dare alcune emozioni. Belli anche gli effetti speciali, ma solo alla fine.

La perduta arte della lettura

A COSA SERVONO i libri? Una volta una donna mi ha detto che sono già vecchi non appena vengono stampati. Intendeva fare una critica figlia della contemporaneità, in realtà stava ribadendo solo l'ovvio degli ultimi trecento anni. Certo che sono già vecchi: c'è la vita palpitante là fuori, vuoi che un libro il cui germe risale a mesi, anni, secoli prima non sia già muffa quando finalmente arriva nelle mani del lettore?

Un libro, invece, può servire a gente come questa donna per evitarle di sporgersi al di là delle sue possibilità, si potrebbe osservare partendo da questo ragionamento sulla perduta arte della lettura.

Money Quote: "After September 11," Mona Simpson wrote as part of a 2001 LA Weekly round-table on reading during wartime, "I didn't read books for the news. Books, by their nature, are never new enough." By this, Simpson doesn't mean she stopped reading; instead, at a moment when it felt as if time was on fast forward, she relied on books to pull back from the onslaught, to distance herself from the present as a way of reconnecting with a more elemental sense of who we are.

La brillante carriera della persona in questione è dimostrazione di quanto oggi all'intelligenza predatrice si accompagni soprattutto la capacità proiettiva della forza di volontà: morte agli stoici e benvenuto a Nietzsche. Basta convincere se stessi e gli altri che "io posso", e alla fine posso davvero. Ophra ne è il profeta.

Una parte del problema è la frammentazione di idee e di informazioni nella vita di oggi. Con un certo stile ondivago, l'argomento è trattato anche qui, con la scusa di recensire Rapt di Winifred Gallagher.

Money Quote: To preserve my own mind from electronic takeover, I spend an hour alone each afternoon, without a computer or phone, in a local coffee shop, and I ask my assistant to forward messages from my public email address only near the end of each day.

I've noticed that I prefer long plane rides to shorter ones, thanks to the extra time for uninterrupted thinking or reading. A University of Michigan research team led by Marc Berman recently observed that students who took an hour-long walk in the serenity of the Ann Arbor Arboretum, rather than through downtown Ann Arbor, showed an increased capacity for attention.

10.8.09

Un lunedì come gli altri

FEDERICO RAMPINI STA (ri)scoprendo l'America e non passa giorno da che è andato a vivere a New York che ci propina storie come neanche un deskista dell'Ansa quando deve infiocchettare AP e Reuters. Nella fattispecie, riscopre la versione feuilletton della ripartenza del Seattle Times, che "sta andando a gonfie vele", ereditando i lettori del Post appena chiuso nella versione cartacea. Proprio come Alitalia, che negli ultimi 15 anni fece un unico esercizio in nero quando incassò la penale da Klm per la mancata fusione; fusione che gli olandesi temevano più del miliardo di multa.

E meno male che è un giornalista economico.

Intanto, Riccardo Staglianò abbocca alla retorica da gran capo dei nerd e gran lavoratore di Bill Gates, roba da documentario Luce con il duce che miete il grano, e si perde quel mondo meraviglioso che sono i commenti al suo blog.



Money Quote 1: Giuseppe Auletta scrive: Tutta la mia ammirazione!!!! Credo che siamo di fronte ad uno degli uomini più importanti della storia dell’umanità.

Money Quote 2: Alessandro scrive: Il mio non è un commento sulla settimana intelligente di Bill Gates ma su alcuni commenti quali quelli di linux, Domenico, Fabio: la presunzione è una caratterisitca del mondo informatico e dei nostri tempi!! … Si possono fare tutte le critiche che si vuole verso Gates, ma non ascoltare la voce di un uomo che ha indiscutibilmente dato una svolta al mondo informatico vuol dire veramente mancare completamente di umiltà! Un consiglio: prima di parlare sarebbe il caso di informarsi e di leggere perchè di innovazione microsoft ne ha fatto e no continua a fare!

Money Quote 3: Francesco scrive: Leggo molta ipocrisia in alcuni commenti, e magari anche un pò di invidia.
Bill Gates è stato, e sarà ricordato, come l’uomo che ha ficcato un computer in ogni casa.
Criticatelo quanto volete, io non vi sto dicendo che windows sia il miglior sistema operativo (uso vista sp2, mi ci trovo benissimo, e posso assicurarvi che con il computer ci faccio davvero di tutto), posso solo dirvi che è quello più diffuso del mondo e me ne faccio una ragione.
Steve Jobs durante questo periodo di crisi vende computer che costano più o meno quanto una moto di bassa cilindrata. Bella come intuizione..
Anche se mac osx fosse migliore di windows vista, e vi assicuro che non lo è (il mio migliore amico lo usa, e lo uso anche io a volte), posso solo dire che vendere una macchina che fa conti a prezzi del genere è poco meno che un furto.
Windows funziona, fa quello che deve fare, e per il 99,99% delle persone è più che sufficente.
Ringraziamo Bill, che è riuscito a elaborare idee, anche non sue, e far venire un buon prodotto, essenziale ed economico.


Intanto, se volete un'ipotesi di notizia, John C. Dvorak, un partigiano pro-Windows da far paura al marketing di Microsoft stessa, sta dubitando del futuro. Io se avessi azioni MS mi preoccuperei...

Money Quote 4: Microsoft has a problem—the whole industry has a problem. Everyone needs Windows 7 to be a huge success. In the past week, even Intel has been bemoaning the fact that nobody is upgrading machines like they used to. Mossberg doesn't really hammer Microsoft for the underlying fly-in-the-ointment that Microsoft needs to remove, but only hammers the company for the symptoms. The real problem is the idiotic Windows Registry and the architecture developed around the idea.

Effetti estivi della globalizzazione

DARIO DI VICO ha scoperto la globalizzazione. In Cina non fanno (solo) magliette e pantaloncini, ma anche ricerca scientifica e apparecchi ad alto valore aggiunto. E Nokia Siemens Networks si prepara a chiudere i centri di ricerca lombardi di Cinisello Balsamo e Cassina de' Pecchi.

Da notare che i nostri geniali ricercatori, gente che studia all'estero parla le lingue e ha la forma mentis dello scienziato che studia in maniera razionale i problemi e le strategie, sono incazzati perché si sentono colti alla sprovvista dalla possibile chiusura e dal loro conseguente licenziamento, ergo manifestano.

Nessuno gli aveva detto per tempo che la torcia della scienza, delle loro carriere integralmente spese a studiare e lavorare su un unico settorialissimo particulare, se n'è andata in India e in Cina? E che loro, anziché migliorare l'algoritmo di compressione del dato, come fino ad alcuni anni fa si faceva nei super-laboratori della Silicon Valley, adesso dovrebbero immaginarsi la prossima piattaforma iPhone e la prossima strategia iTunes store, il prossimo Google e il prossimo Android? Ma loro, al netto dell'algoritmo di compressione del dato, quali competenze hanno per restare a lavorare in Italia, oggi come facevano ieri?

Money Quote: La novità, tragica per noi italiani, è che finora discorsi come questi riguardavano il settore manifatturiero, le fabbriche tessili o chimiche. Ad emigrare verso Est erano posti di lavoro «poveri» e prodotti largamente copiabili, oggi la Cina invece comincia ad attrarre la ricerca e se ne vanno posti di lavoro pregiati che non torneranno più a disposizione dei laureati dei nostri Politecnici.

Peraltro, solo a Di Vico e pochi altri questi paiono essere "posti di lavoro pregiati" e però contemporaneamente più economici laggiù in Asia, senza avvertire nessuna contraddizione logica.

Money Quote: «Anche in questo campo — dicono i ricercatori di Cinisello — la qualità si è standardizzata. Le università cinesi sono buone quanto le nostre e a questo punto la competizione si gioca solo sui costi. Uno di noi a Milano costa all'azienda all'incirca 45 euro l'ora, in Cina la metà». .

Delle due, l'una: o 'sti posti di lavoro sono davvero pregiati e la differenza drammatica di qualità emergerà in maniera plateale, riportando dirigenti delle grandi multinazionali con il capo cosparso di cenere sui loro passi a chiedere umilmente ai brillanti ricercatori di ritornare a lavorare a Cassina de' Pecchi, oppure al buon artigiano italiano fottuto dall'altrettanto bravo artigiano di Mumbay o Pechino, adesso si è aggiunto il buon ricercatore italiano fottuto dall'altrettanto bravo ricercatore indiano e cinese. Fottuto a prezzi di saldo, ovviamente.

Ma allora, non era meglio fare tutti i ragionieri e computare le dichiarazioni dei redditi dei commercianti e dei ristoratori locali?

Sneaker Wars

AFFASCINATO COME SEMPRE soprattutto dalla mia ignoranza, mi sono messo a leggere Sneaker Wars, comprato negli Usa alcuni mesi fa e iniziato poco prima di partire per il Brasile. Da circa dieci giorni, quando l'ho cioè finito, l'ho poggiato sul tavolo e mi sono messo a pensare.

Di solito, pensando tendo a fare altro (per questo ci metto tanto e mi vengono fuori idee poco originali, temo), comunque sono arrivato a quanto segue. È un libro interessante. Scritto da una giornalista olandese che vive in Germania, scava la storia di due fratelli e delle aziende che hanno fondato prima della seconda guerra mondiale: Adi (Adolf) e Rudi (Rudolf) Dassler, entrambi figlio di un piccolo imprenditore e diventati Adidas l'uno e Puma l'altro.

Ci sono tante cose: la storia di queste aziende e dei loro fondatori durante la guerra, con tutte le "complicazioni" che il nazismo comportava, la lotta fratricida che ha quasi messo in ginocchio le due imprese, l'esplosione di Adidas, diventata la "mamma" del moderno sport multimiliardario, i peccati di orgoglio, i grandi sbagli, le enormi sottovalutazioni (l'esordiente Nike che negli anni ottanta si inventa il mercato della corsa e conquista gli Usa) e giganteschi sommovimenti del costume.

Il difetto del libro è l'eccesso di dettaglio, le ricostruzioni infinite di piccoli passetti che non hanno mai, dico mai il respiro del "romanzo": non c'è visione, ma c'è tanta dedizione e fatica. Nel più puro spirito delle biografie dei grandi uomini, genere amatissimo negli Usa e nel nord dell'Europa (chissà perché). L'autrice, Barbara Smit, cede all'idea che si debbano riportare solo i fatti, nudi e crudi, e questo fa dopo aver svolto il suo compito di ricerca per cinque anni. Il lavoro è faticoso da leggere, a tratti, ma unico e molto ricco e ben fatto.

Lo consiglio anche perché dalle nostre parti quelle storie di sport e di moda non sono molto raccontate. Eppure, segnano uno dei grandi cambiamenti della società occidentale nel dopoguerra. E seguono questa strada dei grandi dualismi (Adidas contro Puma, Adidas contro Nike, Apple contro Microsoft) che tanto poco vogliono dire nella logica degli affari ma tanto funzionano quando si comunica e quando si mobilitano i consumatori. Ne ho lette anche altre, nel frattempo: poi ne parliamo.

Sneaker Wars: The Enemy Brothers Who Founded Adidas and Puma and the Family Feud That Forever Changed the Business of Sports by: Barbara Smit. Published in 2009 by Harper Perennial. Paperback, 400 pages.

9.8.09

8.8.09

Caciotta marketing

IL FUTURO DELLA televisione che è oggi? Video da guardare e commentare sul divano, con i contenuti condivisi dagli altri. E non solo. Tu intanto fai un loop come con delicious. E la televisione è dentro la cassapanca, perché la tecnologia è bella quando non si vede. Ci sono Report, Luciana Litizzetto, il piano Usa per il finanziamento delle banche in crisi, fibra ottica e una Daria Bignardi su Raidue perché con lei non si sbaglia mai il target. Il processore della Wii è quello che è, ma ci piace di più l'interfaccia. E poi siamo nella cucina, dove ci siamo persi il telecomando. Ah no, però non è alimentato. Il bello della diretta. Ma è un iPhone o un iPod touch? Siamo in cucina quando si raggiungono i fatidici tre minuti e mezzo e l'emozione s'interrompe.

Oh! Dio! Mio!

7.8.09

I siti della malinconia generazionale

VE LA RICORDATE l'Invicta e la Smemoranda? E il Ciao? E Candy Candy? E la penna Snappy? E TuttoCittà? Sono i resti di un'epoca che sembra appartenere a generazioni e generazioni perdute di dinosauri oramai scomparsi. Invece, erano gli anni Ottanta. Dove molti rimpiangevano gli anni Settanta e Sessanta. Altri si preparavano agli anni Novanta (qualsiasi cosa sia successo in quel decennio) e la maggioranza di noialtri ha scoperto il mondo e la vita.

Memorabilia da vedere e leggere soprattutto qui e poi anche qui e poi qui

Money Quote: Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.

Le indimenticabili (e pure un po' inossidabili)

6.8.09

Swingtown (una sola stagione di 13 episodi)

A MARGINE DI Mad Man, la super-citata e super-premiata serie televisiva dedicata ai pubblicitari del 1960 - opera di certosina ricostruzione dell'ambiente, della psicologia e delle abitudini dell'epoca per catturarne lo spirito del tempo - ce n'è un'altra che vale la pena citare ma non premiare.

Non è andata bene, tanto che i tredici episodi della prima stagione la chiudono definitivamente, e questo a chi colleziona non può che far piacere perché così non si deve impazzire a seguirne un'altra, ma fa testo il materiale già accumulato. Si chiama Swingtown, è ambientata nell'estate del 1976 e da noi è stata passata un anno fa su Rai4 e adesso a tarda notte mi pare il lunedì su Raidue (ma per poco, perché siamo verso la fine).

L'idea è semplice: una famigliola dell'epoca un po' ambiziosa e al tempo stesso un po' perbenista, cioè Bruce e Susan Miller, cambia casa, lasciando i vicini e amici di sempre, Roger e Janet Thompson, e incontrandone di nuovi, Tom e Trina Decker. Mentre i Miller hanno due figli (di cui una adolescente) e i Thompson uno, i Decker vivono una "vita intensa" e non hanno prole.

In compenso, fanno gli scambisti: organizzano cioè feste e festicciole, compresi i party del jet set (i famosi key party dove gli uomini lasciano le chiavi della macchina all'entrata e all'uscita pescano le mogli, che si accompagneranno al maschietto di turno, la mattina dopo tutti amici come prima) che andavano di moda proprio in quegli anni di liberazione sessuale e di grande riflusso.

Attenzione, perché nonostante il tema scottante, la serie è prodotta per la Cbs, non per la tivù via cavo. Quindi, di sesso se ne parla in continuazione, ma non si vede neanche la caviglia (episodi della Casa nella prateria sono stati più espliciti visivamente). E questo è uno degli svantaggi che ha portato la serie ad arrendersi ad ascolti minimali. Dopotutto, abbiamo ampiamente goduto delle vedute di Californication et similia, in passato. In questi ambiti il pubblico non accetta mai di tornare indietro.

Un altro è stata la stanchezza dopo il quarto episodio, che però - a chiusura decretata - è scomparsa lasciando il posto a tre o quattro episodi finali all'altezza dei primi.

I punti forte della serie dicevo che sono due: il primo è senza dubbio la ricostruzione degli anni Settanta. Siamo nel campo della favola, e oltretutto recente, però viene bene, con gli oggetti e alcune delle abitudini dell'epoca. Comprese le auto, il design di un po' di oggetti, le camice e le pettinature, i cocktail chiassosi e la piscina psichedelica con tanto di bar. Purtroppo l'approfondimento psicologico dei personaggi, quando vanno al di fuori del proprio ruolo (e soprattutto nella relazione adulti-figli) manca praticamente del tutto. Peccato, sono bei personaggi ma tragicamente bidimensionali, con una eccezione.

L'altro punto forte? Ovviamente Molly Parker. Di cui torno a parlare tra poco. Comunque, in questa serie è semplicemente clamorosa. Molto più di Lana Parrilla, a cui tocca in dote però un personaggio che riesce, nel tempo, a far decollare e rendere sorprendentemente tridimensionale. Insomma, da un lato un talento quasi ferino, a cui la Parker ci ha abituato, e dall'altro una inquietudine che si trasforma in una delicata costruzione psicologica. Se ci sono due motivi per cui guardare questa serie, alla fine, sono proprio questi,

5.8.09

Copacabana (1947)

Per motivi di ordine e consequenzialità con il precedente post su Tico-tico, mi sono andato a vedere un film che mi mancava. Si tratta di Copacabana del 1947, con Carmen Miranda e Groucho Marx. È uno dei pochi film con il solo Groucho e senza gli altri fratelli Marx, uno dei pochi oltretutto che non possedevo, quindi di ulteriore valore per me.

La storia è divertente, l'energia nell'esecuzione di Tico-tico è notevole, e anche tutto il resto va più che bene. Tra le altre cose, Groucho è più "umano" qui, visto che usa baffi suoi e non fatti con la "cera da scarpe" come nei film con i suoi fratelli, anche se si concede un momento musicale "Go West, Young Man" ben realizzato e in cui si trucca come negli altri film.

Nel cast c'è anche, oltre a Marx e alla superstar con doppio ruolo Carmen Miranda, un discreto Steve Cochran, bell'attore di teatro e ricordato però più come donnaiolo (la lista delle sue conquiste è inquietante: Mae West, Jayne Mansfield, Barbara Payton, Joan Crawford, Sabrina, Merle Oberon, Kay Kendall, Virginia Lord, Ida Lupino e Mamie Van Doren, tra le altre). La sua morte, a 48 anni sul suo yacht con tre donne al largo del Guatemala, è entrata nella leggenda. Poi, ci sono l'ottima Gloria Jean (che a 83 anni è ancora ben arzilla!) e il giovane cantante Andy Russell, oltre a vari personaggi nella parte di se stessi, tra cui Abel Green, mitico direttore di Variety per quasi 40 anni.


Una cosa che non mi aspettavo: la recitazione di Carmen Miranda, che fa la parte della fidanzata di lungo corso di Groucho Marx. Giocosa, brillante e con la miglior interpretazione di "occhi saettanti" che abbia mai visto finora. Brava la portoghese! All'epoca di questo film, tra l'altro, aveva 38 anni e ballava come una ragazzina.

Money Quote:
Carmen Novarro (Carmen Miranda): Why are you always chasing women?
Lionel Q. Deveraux (Groucho Marx): I'll tell you as soon as I catch one.


Nel fotogramma qui sotto, Groucho cerca di fregare (inutilmente) i sigari a una ragazza del night club "Copacabana". Si tratta della moglie, l'attrice Kay Marvis. All'epoca del matrimonio, del 1945, Groucho aveva 54 anni e Kay 24. Si separarono nel 1951, dopo la nascita della figlia Melinda. Anche la terza moglie di Groucho, sposata nel 1954 e divorziata nel 1969, aveva una consistente differenza di età con il marito al momento delle nozze: 20 anni appena compiuti per Eden Hartford contro i 63 di Groucho (che ha tirato fino agli 86, nonostante i sigari, avendo l'unica sfortuna di morire tre giorni dopo Elvis Presley.



Money Quote: During the early 1950s, Groucho described his perfect woman: "Someone who looks like Marilyn Monroe and talks like George S. Kaufman."

4.8.09

L'inconfessabile segreto del migliore amico dell'uomo

DA DOVE VIENE il cane? Fino a poco tempo fa si pensava di averlo capito, grazie a una ricerca basata su mappature genetiche: Cina. Adesso, i dubbi stanno montando di nuovo. Bisognerebbe mappare di più.

Money Quote: "We know Africa cannot be where dogs were domesticated, because there are no gray wolves there," Boyko said. But the findings call into question the previous proof that dogs were first domesticated in East Asia.

"What we think we are picking up on is actually the signal of village dogs have more genetic diversity than breed dogs do, … ," he said.

3.8.09

Va bene tutto, ma anche Tico-tico si merita un po' di giustizia

PUOI FARE TUTTO tecnicamente alla perfezione, ma se sbagli i presupposti sembri un giapponese che legge Dante con le regole di fonetica della sua lingua. Va bene, per carità, ma ci sono delle belle differenze rispetto a una "lectura" come Dio comanda. Prendiamo ad esempio Tico-tico no Fubà, che è una delle cose musicali più semplici e famose che vengono dal Brasile, e guardate come la massacrano quelli che vogliono rifarla in quattro quarti all'europea come la Morriz Wind Orchestra (mettete il video in HQ, così YouTube fa venire fuori un sonoro decente).




Sembra uno che ha fretta e sbaglia l'accento: come un bambino di sei anni a cui hanno insegnato a pigiare i tasti sulla pianola e lo rifà senza garbo né pietà per gli astanti. L'orchestrazione del brano è messa insieme per fare scena, oltretutto con maniere classicheggianti a metà fra il circo Barnum e Indiana Jones, che sono fuori luogo come far mangiare a Giulio Cesare un piatto di pomodori al basilico.

Invece, sentite un po' come la suona Luis Espindola e il suo gruppo (sentitela e basta, perché la qualità video è agghiacciante).



Volete una Tico-tico veloce veloce? C'è sempre un giovane Paco de Lucia che l'ha registrata per la televisione spagnola. La cosa bella è che sembra che abbiano messo la cassetta al doppio della velocità, però gli accenti sono quelli giusti. Non la suona come fosse Vivaldi, grazie al cielo. E neanche come se fosse un bambino che vuole battere il record di tastiera, neanche quando mette il turbo dopo il primo minuto.



E l'originale? Ce ne sono due, in realtà. Perché la canzone l'aveva scritta Zequinha de Abreu nel 1917. Ma poi l'aveva resa nota Carmen Miranda con il film Copacabana del 1947. C'è, a parte la voce, qualcosa che è fantastico: si sovrappongono le dolcezze della musica povera e melanconica brasiliana con un arrangiamento molto particolare, che stranamente nessuno vuol seguire più, con gli archi sotto che fanno un piano liscio liscio e i fiati che vengono fuori scherzando nei contrappunti, seguendo la migliore tradizione delle grandi orchestre americane che davano l'atmosfera dei film di Hollywood.



E l'altro a portarlo nelle orecchie del globo? Ovviamente Walt Disney, con una delle sequenze di Saludos Amigos. Per la precisione, la straordinaria Desenho Aquarela do Brasil, che è uno dei momenti cinematografici preferiti da milioni di persone (anche se non lo sanno). Dentro, c'è tutto il mondo dei club di New York e Los Angeles negli anni Trenta. E, ovviamente, Paperino, che è l'icona della modernità degli anni Quaranta. Viva Pato Donald e Zé Carioca!



Infine, una chicca. Per chi adora Ethel Smith (come chi è Ethel Smith?), una versione in realtà sbagliata, ma deliziosa del nostro uccellino che zampetta tutto felice. Gli accenti vanno un po' dove gli pare, ma l'organo Hammond della signora Smith è una di quelle bellurie che non si può dire di non conoscere se si ama la musica. Anche qui, passate in HQ e guardate che gli ultimi 45 secondi valgono una vita passata con le cuffie in testa!



Così, tanto per dire che non basta suonare Tico-tico facendo e-tico-tico-tì, e-tico-tico-tì, e-tico-tico tico-tico-tà. O meglio, è tutto quel che ci vuole. Basta saperlo fare...

Qui ci sono 61 versioni di Tico-tico

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IO NON C'ERO, purtroppo.



Ps: notare quanto fa avere un grande illustratore