1.6.09

Glee e Bla bla bla: che giubilo!

GLEE HA DUE significati in inglese: è una voce arcaica per dire "giubilo" oppure è il "Glee club", cioè una forma di canto a tre o più voci maschili, nata originariamente nei circoli per gentlemen britannici (ma poi si sono aggiunte le parti da soprano cantate prima da giovinetti e infine da donne). Soprattutto, adesso Glee è la nuova, attesa serie televisiva di Fox.

Il network conservatore americano ha rotto una tradizione, la pax armata dei network televisivi, e ha lanciato il pilota da 42 minuti pochi giorni fa, anziché a settembre (quando partirà invece la serie regolare). Attenzione, scaricabile nel consueto circuito torrentesco, ma ne esistono due versioni: anche quella da 55 minuti "directors cut", che è parecchio migliore. Consiglio di cercare quest'ultima.

L'idea di Glee è semplice: si canta in un liceo, cercando di trovare e ispirare il talento dei giovani protagonisti. Perché Glee, nonostante appartenga alle produzioni "nobili" e "autoriali" della televisione (ci sono gli autori di Nip/Tuck), è una musical comedy ambientata in un liceo di provincia. Insomma, sulla carta un clone di Hannah Montana...

Qui sotto la sintesi video dell'episodio pilota. La segnalo perché mi pare una serie deliziosamente banale e profonda al tempo stesso. Adoro il suo giocare sospesa a metà fra gli archetipi del liceo americano e improvvisi strappi "realisti" e tridimensionali dei piatti personaggi.

Devo la scoperta di Glee al blog della migliore rivista di televisione realizzata in Italia: Link. La migliore perché ci scrivo anche io, ovviamente.



Link è qualcosa di unico e di molto, molto particolare. Almeno, finché dura. Io vi consiglio, tra pochi giorni (una settimana o poco più) di andare in libreria a cercare il prossimo numero di LINK MONO (grafico) dal titolo Bla Bla Bla. Stra-or-di-na-rio. Davvero. Parola.

Cercatelo, ma solo se vi piace la televisione...

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