5.4.08

Arriva Virgin Russia

ALCUNI ANNI FA mi ero divertito a scrivere un profilo di Sir Richard Branson, uno degli "imprenditori seriali" più divertenti del nostro tempo (e grande avversario temperamentale di Steve Jobs). A parte le missioni nello spazio e le trasvolate in pallone, Branson ha sviluppato buona parte del suo business nel settore aeronautico.

Ha fondato e controlla un bel numero di compagnie aeree alle quali si sta per aggiungere un nuovo tassello. Sino a questo momento si trattava di una serie interessante. Inizia con Virgin Atlantic Airways, fondata nel 1984, la più importante e anche l'unica su cui abbia viaggiato tra le sue creature. Si vola solo con i più grandi aerei del mondo (B747, A340 e in futuro A380 e B787. Oggi ci sono 38 aerei in linea). È partecipata da Singapore Airlines.

Poi c'è Virgin Blue, fondata nel 2000 in Australia, oggi controllata per la maggior parte dalla Toll Holdings .Vola aerei piccoli da low-cost: B737 ed Embraer 170/190, in tutto 54 velivoli) ed è la terza più profittevole aerolinea al mondo, dopo la brasiliana Gol e l'irlandese Ryanair. Dai suoi lombi sono nate le piccole Pacific Blue Airlines, neozelandese del 2003 (basata sulla "mia" Christchurch) con 6 B737-800, e Polynesian Blue, 2005, che vola tra Samoa, Australia e Nuova Zelanda con gli aerei di Pacific Blu (uno dei quali è dipinto nei colori di Polynesia Blue). In più, c'è anche AirAsia X, dal 2007, che è in realtà una cosa strana: franchising di AIrAsia, la più grossa low-coast asiatica basata a Kuala Lumpur, ha una flotta di un unico A330 e altri 25 in ordine (più due A340 sulla via). Vola dalla Malaysia sino in Australia. E ancora (me lo segnala Fabio), c'è anche V Australia, con un solo B777 in leasing e accordi di codesharing che vola/volerà dall'Australia e Nuova Zelanda sino negli Usa.

In più ci sono anche altre sorprese, per chi se le fosse perse. Ad esempio, Virgin Nigeria Airways, con base a Ikeja, in Nigeria, che dal 2004 vola per l'Europa con i suoi B737, B767, Fokker F50 e prossimamente con Embraer 170 e 190. Per adesso si tratta di 9 velivoli che raddoppieranno in un paio di anni. Ancora, c'è Virgin America, partita fra mille difficoltà l'otto agosto del 2007 e dotata di 7 A319 e 15 A320. L'idea è di reinventarsi il low cost negli Usa, paese dove il settore prospera, partendo dalla base dell'aeroporto di San Francisco.

La notizia è che il gruppo Virgin è al lavoro per cercare di far partire un'altra compagnia locale. Questa volta si tratterebbe di una low cost regionale dal nome affascinante di Virgin Russia. I colloqui a quanto pare stanno andando avanti tanto da immaginare di riuscire a iniziare prima della fine dell'anno, grazie anche alla collaborazione (finanziaria e non solo) degli investitori dietro a SKy Express, low coast moscovita che con i suoi 14 B737 si muove soprattutto su destinazioni "internazionali" all'interno dell'ex bacino sovietico.

Un nuovo tassello per l'incontenibile Sir Richard Branson...

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