16.12.07

L'esame dei giornalisti

NON L'HO LETTO da nessuna parte e sono costretto obtorto collo a scriverlo io. Perché poi uno ci passa da petulante e precisino, mentre è solo di Firenze (Dante, i panni in Arno e tutte quelle cose là) e quindi gli dolgono le orecchie e gli pungono gli occhi a sentire e leggere codeste espressioni.

Allora: non si dice "macchina da scrivere". Si dice "macchina per scrivere". Così come si dice "macchina per cucire" e non "da cucire". Si può – per carità - fare anche come Repubblica e comporre un sommario sull'esame dei giornalisti (che adesso ammette l'uso del computer) con questo testo:

La nuova norma prevede che non si debba più usare la vecchia macchina da scrivere portatile

Il punto è proprio questo: l'esame serve ad accertare le competenze professionali del candidato giornalista, che comprendono anche quelle linguistiche. Non si va a tentarlo per poter usare la macchina per scrivere, come nota invece Massimo. Poi si può pensare tutto il bene e il male che si vuole dei giornalisti, sia come singoli che come categoria. Di solito il male. Ma che ci volete fare? Senza sarebbe peggio. E comunque, con buona pace dei progressisti della lingua nostrana che poi ne fanno gran vezzo quando invece gli comoda, la regola è "per" e l'eccezione (oramai registrata e sdoganata dai più illustri dizionari bla bla bla) è "da". Non viceversa. La prossima volta possiamo dilungarci sull'uso più corretto di "affatto" o sui participi, se preferite. Per oggi dovrebbe bastare così.

No, un momento, prima che me ne dimentichi: qualcuno ha visto mai delle macchine per scrivere non portatili?

8 commenti:

cfdp ha detto...

Antonio, hai fatto benissimo a precisare la preposizione (anche se a volte penso di essere un vecchio dinosauro della lingua italiana...). Spaventato, sono andato a controllare un post che avevo scritto qualche giorno fa sul mio tumblr e ho tirato un sospiro di sollievo... :)

Ciao,
Carlo Felice

Luca S. ha detto...

Uno: certo che esistono macchine da scrivere non portatili. Da sempre vengono chiamate portatili quelle più piccole, con la loro valigetta. Quelle grosse, che uno non si portava dietro, non sono portatili. Semplice.
Quanto alla pignoleria sulla preposizione. è uno di quei tic conformisti di giustizialismo linguistico, come il terrorismo sull'attimino. Certo che la macchina serve "per" scrivere, ma com'è come non è, in Italia viene chiamata "da" scrivere, da sempre. E la lingua è quella roba lì. Macchina da scrivere non è un errore (e in più, è acusticamente più gradevole di "per scrivere", che finisci per dire "pescrivere"): conserva lo scandalo per occasioni migliori. Ciao, L.

Antonio ha detto...

Lo so, la lingua è quella roba lì. È però anche quello che ognuno si porta dentro, per i più svariati motivi. A volte traumatici: mi hanno corretto un tema, un millennio fa, con la matita blu per via di una "macchina da scrivere". Ancora mi diventano le orecchie rosse se ci ripenso. Mi sono fatto un puntiglio di non ricascarci e alle volte lo applico anche al mondo fuori dall'ombelico. Quindi, non è scandalo (e tantomeno errore), casomai pignoleria e orgoglio. Uno strano mix, temo.

Comunque, a me "macchina per scrivere" suona bene...
Ciao!

Jeeves ha detto...

Macchina da scrivere - come diceva Nino Frassica oltre 20 anni orsono - presuppone che ci siano macchine già scritte. Come divanoletto e divanodaleggere (cfr. "Quelli della Notte" - 1985).

Vero... macchina da scrivere non è un errore, è una sciocca convenzione (sbagliata) che tutti accettiamo. Ma non è corretta. Lo stesso discoroso vale per i congiuntivi, i condizionali e la consecutio temporum... chi li sa usare li usa, chi non li sa usare maschera l'ignoranza con il "progresso" della lingua...

luca S. ha detto...

Perdonami, ma no: l'esempio è sbagliato. I congiuntivi sbagliati sono errori. Macchina da scrivere no: è una questione di gusti e puntigli che vogliono farsi regola. Ma non lo sono, anche se c'è un'inclinazione in giro a fare norme e regole su qualunque cosa. L.

alessandro ha detto...

Anche secondo me dovresti conservare lo scandalo per occasioni migliori. La lingua è mobile, e va dove cazzo le pare, e comunque io vivo a Firenze e non l'ho sempre chiamata e sentita chiamare macchina da scrivere. E quelle non portatili erano comunissime negli uffici. hai mai visto quelle elettriche enormi che sembravano meraviglie della tecnologia per quanto erano veloci e silenziose?
Detto questo, mi dispiace commentare solo quando non sono d'accordo con quello che scrivi. Ti leggo spesso, e quasi sempre condivido le tue opinioni ed apprezzo molto i tuoi post.
Basta che non parli di musica e di macchine da scrivere. E di Apple, naturalmente :)

Antonio ha detto...

@ Jeeves: vero, però prima di Frassica era stato Achille Campanile a giocare con l'idea della macchina da scrivere e la macchina già scritta.
:-)

@ Alessandro: tolta musica, Apple e macchine da scrivere, praticamente questo è il tuo posto preferito... È per Alitalia?
:-)

Anonimo ha detto...

puntiglio per puntiglio..... il sommario che hai linkato è del Corriere, non di Repubblica :-)