28.7.07

Dimmi come parli e ti dirò se... - Parte seconda

VIA, RIPRENDIAMO E chiudiamo il discorso, così poi vado a letto e leggendo un po' nella calura almeno mi addormento sereno. Dunque, cos'avevamo detto nella prima parte:

- La lingua che si parla è importante

- Con la lingua esprimiamo i concetti e ci scambiamo le informazioni

- I popoli innovano e sono creativi in maniera diversa

- Innovazione e creatività hanno a che fare con "l'invenzione" (e la scoperta) di cose nuove che poi vengono adottate

Vedete il legame? Provo a citare una frase che ho trovato oggi, cercando tutt'altro:

L'uomo può controllare solo quel che comprende, e comprende solo quello che in grado di esprimere a parole.

Lo scriveva nel 1971 Stanislaw Lem nel suo Congresso di futurologia. Lem era polacco (è morto nel marzo del 2006 a 85 anni) ed è diventato molto famoso come scrittore di fantascienza, anche se in realtà l'uomo era un filosofo, odiava la fantascienza (soprattutto quella americana) e molti degli usi della tecnologia. Per un periodo l'autore di Solaris, è stato lo scrittore non di lingua inglese più pubblicato al mondo (il modo stesso con il quale è impostata questa statistica dovrebbe farci riflettere sull'importanza delle lingue nelle culture e nelle industrie culturali).

Allora, conclusione che giustifica anche il titolo: dimmi che lingua parli e ti dirò se innovi. La mia idea, infatti, è che esistano lingue che aiutano a innovare di più e lingue che aiutano meno, perché alcuni popoli parlano in maniera tale da essere più rapidi e flessibili a incamerare nuovi concetti che poi, come dice Lem, "domina". L'italiano, attualmente, sta diventando una lingua molto povera e pigra. Ecco, era tutto qui. Buonanotte, miei cari sorcini.

1 commento:

Riccardo Campaci ha detto...

Ah... la lingua a la scrittura... bei tempi...
Posso consigliarti un libro che ha cambiato il mio modo di vedere il leggere e lo scrivere. Si intitola "Oralità e scrittura" di Walter Ong.

La scrittura ha cambiato tutto, pure la lingua stessa.