30.9.06

Общение

DUNQUE, C'E' POLEMICA tra il Capo e ZetaVu circa Kataweb e il suo aggregatore di post altrui. Domanda: ma se hanno qualcosa da dirsi, perché non si telefonano? Rubano spazio ai post sul fallimento di Scienze della Comunicazione e il palinsesto di RadioWittgenstein.

(Visto che volendo si poteva anche essere brevi?)

Credeteci oppure no...

NEL 1981 I telespettatori americani si trovarono, per tre memorabili stagioni, ad ascoltare l'invitante sigla televisiva scritta da Stephen Geyer e Mike Post, Believe it or Not, che raggiunse anche la prima posizione della top ten statunitense il 18 luglio 1981. Era la sigla di The Greatest American Hero, da noi meglio conosciuto come Ralph Supermaxieroe, che poteva contare nel cast sulla presenza della stupenda Connie Sellecca.

Ebbene, quella stessa sigla è stata utilizzata varie volte come cameo in differenti trasmissioni televisive, grazie probabilmente al successo della serie televisiva (che venne inspiegabilmente tagliata a metà della terza stagione dalla Abc). Una per tutte: il video realizzato come spot dal canale per videogiochi G4 che voleva reclamizzare la presenza per la prima volta dell'emittente all'E3, la più grande "sagra del video game" al mondo. Eccolo: worth a look. It's soo camp!

28.9.06

A volte ritornano

A ME LA prima serie era piaciuta (praticamente unico sul pianeta, se questo fosse popolato solo da amici e conoscenti). Adesso, hanno annunciato che sta per tornare anche la seconda stagione, in corso di produzione a Cinecittà.

Si tratta di Rome, ovviamente. Il mondo latino secondo i britannici. Fantastico...

25.9.06

Visa rules

APPRODA ANCHE SUL blog di Bruce Schneier la questione delle domande nel questionario del Dipartimento di Stato predisposto per accedere negli Stati Uniti toccata a suo tempo persino dal Capo, insieme al persistente pensiero che:

Certainly, anyone who is a terrorist or drug dealer wouldn't worry about lying on his visa application. So, what's the point of these questions? I used to think it was so that if someone is convicted of one of these activities he can also be convicted of visa-application fraud...but I'm not sure that explanation makes any sense.

Tra le varie possibili spiegazioni, questa che emerge nei commenti non è male se non altro perché aggiunge qualche spunto di originale plausibilità:

We all assume terrorists are smart...there are a lot of dumb ones. This line of questioning most likely is thought to possibly snag some low hanging fruit. Don't forget the questions were written by some bureaucrat who doesn't want his CNN moment to start with 'did you ask him if if was a terrorist', and the answer is "NO"

Nota dal futuro (o era il passato?)

A QUANTO PARE il buon dottore, interpretato in questa decima incarnazione del Time Lord (e 29ma serie) da David Tennant, avrà una nuova assistente.

Goodbye alla buona Billie Piper che interpreta Rose Tyler e benvenuta a Freema Agyeman, metà ghanese e metà iraniana, nata a Londra nel 1979 che interpreterà il ruolo di Martha Jones... Sarà divertente!

Autunno

E' COME LA temperatura percepita rispetto a quella reale: a prescindere da quale sia la data canonica del cambio di stagione, l'inizio dell'autunno a Milano arriva di lunedì mattina con una pioggerella fitta e uggiosa che abbatte la temperatura e per la prima volta costringe a tirare fuori dall'armadio qualche giaccone impermeabile che - tristemente già lo sappiamo - ci accompagnerà per parecchi mesi.

Insomma, anche questa è andata. Siamo pronti a un nuovo inverno milanese (anche se io a metà ottobre torno a Los Angeles...).

Nota al margine

VORREI SOLO PUNTUALIZZARE che in passato sovente il numero di The Believer a cui fa riferimento il Capo si materializzava grazie al quippresente Posto giramondo...

24.9.06

23.9.06

Walt Disney World Resort, Lake Buena Vista, Florida

QUI A MILANO oggi il tempo è un po' nuvoloso. Insomma, ancora si gira in camicia e non si sente affatto il bisogno di un golfino o della giacchetta, però si capisce che ormai il clima estivo è definitivamente andato. Senza speranza che ritorni prima di nove mesi almeno. Il fatto è, però, che non da tutte le parti è così.

Se ci penso, mi fa un po' impressione. Mi sveglio, faccio la doccia e colazione, è sabato e un po' di lavoro accumulato è comunque lì che mi aspetta; e mentre la mia giornata parte più o meno faticosamente, l'alba lenta si sposta attraverso la parte occidentale dell'Europa, traversa l'Oceano Atlantico e arriva sulla costa orientale del continente americano.

Tra poco, a Orlando, sarà ancora una volta mattina. Piomberà, se il meteo che ho controllato su Internet risponde al vero, un'altra giornata di caldo secco e possente. Il sole comincerà a bruciare il cemento delle piazzole e dei viali dei resort Disney. Sarà un'altra mattina in paradiso, come aveva in parte immaginato il buon Walt. Nel mondo falso ma vero, oppure vero ma falso.

Perché, alla fine, non capisco neanche se c'è una parola per descrivere o circoscrivere il posto in cui sono stato. E' grande, certo. Molto più di quanto non avessi immaginato perché è sparpagliato: non ruota attorno a un centro e tra una parte e l'altra c'è la piatta terra della Florida, bonificata dalle paludi e resa verdeggiante da un susseguirsi di piante a basso fusto sempre verdi. Ma i palazzi, i castelli, i villaggi, i laghetti, le attrazioni, gli hotel di fantasia, i borghi medioevali, le casette parigine, i palazzoni veneziani, le strutture futuristiche di Epcot, gli strappi alle leggi dell'architettura moderna che calano invece dalla fantasia degli illustratori dell'Ottocento europeo e del primo novecento americano, sono più concrete che quelle "vere" delle città e dei paesi "veri".

Dopotutto, perché avrei dovuto immaginarmi che il Walt Disney World Resort dovesse essere un piccolo e denso posto, con quinte di cartapesta e strade di gomma un po' sfilacciata? E' costruito sulla proprietà del lago Buena Vista, ha il doppio delle dimensioni di Manhattan anche se solo una piccola parte (poche miglia, un quarto circa) sono state effettivamente costruite. Dentro, se fate una breve indagine in rete, scoprite che ci sono quattro parchi tematici, due parchi acquatici, un centro commerciale (gigantesco), otto campi da golf e decine di hotel di varie categorie. E' la destinazione turistica più popolare del pianeta, ed è stata fondata solo nel 1971. Per dire, Firenze (che forse ha più attrazioni ma minor capacità ricettiva e una superficie più piccola) è stata fondata nel 70 dC ed è entrata nel business fin dalla sua pionieristica fondazione con i romantici del Grand Tour. Eppure, non riesce a stargli dietro...

Il fatto è che tra i due posti - mi perdonino i puristi per l'ardito paragone - non ci sono quello falso e quello vero. Sono entrambi veri, fatti di vera materia, reale. Il castello di Cenerentola (ispirato ai castelli della Loira come lo Château d'Ussé) non è meno tangibile - nonostante il nome di fortezza del Magic Kindom - di Palazzo Pitti. Certo, le età sono diverse, e poi Downtown Disney è popolata da non-luoghi (le catene di category store più improbabili come Virgin Megastore il palazzetto del Cirque du Soleil, il cinema AMC con 24 schermi, l'House of Blues e anche un Planet Hollywood), così come Epcot. Anzi, proprio quello, che è la contrazione di Experimental Prototype Community of Tomorrow, doveva essere non un parco divertimenti ma uno showroom abitato, una vera è propria comunità lavorativa di 20mila abitanti in cui le grandi corporation statunitensi avrebbero dovuto venire a mostrare quale sarebbe stata la vita delle città del futuro con nuove, stravolgenti tecnologie e modelli di organizzazione sociale.

Qualcosa c'è (Hp, Siemens, Nestlé), ma è molto lontano dall'utopia che aveva progettato Walt Disney. Fu una delle sue ultime "visioni" prima di morire, e mostra come una grande corporation della creatività - la Disney - avesse già nel Dna del suo fondatore il desiderio di trasformarsi in qualcosa di diverso che non fosse il primeggiare nell'industria dell'intrattenimento e nel business degli amusement park come quello creato a Los Angeles, in quel di Anaheim. C'è un breve film dell'epoca, in cui compare lo stesso Walt Disney, che spiega tutto. Si tratta di 24 minuti e mezzo scaricabili da qui e disponibili anche in un Dvd solo in edizione americana della stessa Disney (si tratta di questo), ma approfondire l'utopia di Walt Disney vorrebbe dire piegare troppo sul personaggio, le sue idee, la strada tracciata e mai realizzata.

Infatti, il Walt Disney World Resort di oggi è lontano dall'idea di Disney almeno quanto lo è dall'idea mentale che mi ero fatto prima di vederlo. E la mattina, pochi giorni addietro, uscendo dall'hotel Dolphin per sentire il caldo levarsi letteralmente dal terreno ordinato e ricoperto da un turf perfettamente pettinato e disteso sopra uno strato di terriccio che poggia su lastre di cemento nascosto, la sensazione di sbandamento era forte. Quel posto esiste, è reale e al tempo stesso il pezzo di America più alieno che abbia mai visto. E continua ad esistere anche quando sono immerso nel pieno del mio Dna sociale, tra muri e strade gonfie di traffico a Milano oppure nella mia amata Firenze. Artificiale quanto ciascuna delle nostre città, ma anche aliena, più di qualsiasi altra città abbia mai visto sinora. Forse perché costruita con le immagini di cui sono disseminati i nostri sogni.

22.9.06

Capelli bianchi

QUANDO RIENTRI DA Disneyland, posto nel quale i bambini si contano a milioni, la cosa che ti colpisce di più anche a Milano è l'età media. 94 anni circa. Andando fuori dai gradi centri, anche peggio.

Per me è una sensazione che mi segue ormai da alcuni anni. Scopro che non sono l'unico: per venire a raccontare com'è il mondo che invecchia (il male dei paesi Occidentali, soprattutto in Europa) il New York Times ci viene a far visita. E sceglie Genova [reg. obb.], città "anziana" per antonomasia, a quanto pare.

While all of Europe has suffered from declining birthrates, nowhere has the drop been as profound and prolonged as in this once gorgeous Mediterranean city, the capital of Italy’s graying Liguria region. Genoa provides a vision of Europe’s aging future, displaying the challenges that face a society with more old than young, and suggesting how hard it will be to reverse the downward population spiral.

21.9.06

Portrait of a young traveller

FORSE NON PIU' così young, comunque la giovane Maria Bolton (Hi Mary!!), che per alzare due soldini durante gli studi lavora come ritrattista "da strada" dentro le convention aziendali, mi ha fatto il ritratto a carboncino. Risulto con il cranio più lucido di quel che pensavo. Dev'essere il sole di Miami e la relativa abbronzatura. Comunque, presto aggiornamenti anche su questo fronte: sono appena arrivato a Milano via JFK da Orlando volando su due cassoni B767 di Delta - religiosamente in classe economica - e ho ancora le ossa a pezzi. SYL

18.9.06

La tournée continua...

ANCHE SE E' domenica passata da pochi minuti - e quindi ancora tempo di Gary B. Trudeau e del suo Doonesbury, una breve nota di colore: sono negli Stati Uniti, appena atterrato ad Orlando dopo una due giorni a Miami. Il clima sub-tropicale della Florida è eccitato dalle prime avvisaglie dei cicloni in arrivo. Soprattutto uno, con un nome molto carino (Helena) pare stia giocando a rimpiattino tra Cuba, noi e l'Atlantico. Per le prossime tre notti, dormo al centro dell'utopia urbanistica e sociale di Walt Disney, nell'archetipo dei non-luoghi. Insomma, a Disneyland...

15.9.06

Una modesta proposta per il Dibattito in corso

DA UN BEL po' c'è sempre questo interessante e stimolante, nonché originale, dibattito sulla rete, i blog, la comunicazione, il giornalismo. Adesso, novità degli ultimi mesi, il dibattito ha preso una china ancor più interessante, stimolante ed originale: anziché disquisire se è meglio il blog o il Corriere della Sera, ci si interroga sul senso del giornalista di per sé, questo parassita della società che vive corrompendo la comunicazione.

Il problema è nelle parole: il giornalista come tale non esiste. Esistono i giornalisti. Cioè, i giornalismi: linguaggi, figure professionali, ruoli tra loro molto diversi. E che spesso dal di fuori (dal di fuori della professione ma anche dal di fuori del mondo televisivo, cinematografico e romanzesco che utilizzano da decenni il giornalismo come categoria-jolly senza alcuna valenza reale) si immaginano invece come un'unica, monolitica categoria di personaggi un po' fancazzisti e spesso francamente urtanti (oltre che ricchi di famiglia, dato che non fanno una mazza dalla mattina alla sera).

Ebbene, sorprenderà gli espertoni digitali, quelli che "te lo do io il giornalista", però ci sono ancora sprazzi di professione che a quanto pare valgono uno stipendio. Ad esempio, pare che la mia vecchia conoscenza Luca Galassi (che è giornalista vero, di quelli nati con la cronaca locale per la Nazione sulla costa toscana, mica un agitprop de sinistra) abbia vinto un bel premio per un reportage che vale la pena di leggere.

Devo dire che, dopo essermi visto riconoscere una certa mancanza caratteriale di rabbia ed odio vero il prossimo, sto cominciando a diventare intollerante del qualunquismo diffuso con il quale si parla dei giornalisti. Su, coraggio: fatevi un bel mondo tutto di blog e mandate in pensione la carta stampata e tutto il resto. Poi vedete come state meglio: sarete tutti scopritori e attenti editorialisti del prossimo scorporo di Telecom. Per il resto, vagherete nel niente...

Più in aria che in terra

E' UN PERIODO un po' così, voi mi scuserete: passo praticamente più tempo in aereo (o in treno) che non per terra. Ci si muove veloci, in questo posto. E si sta anche continuando a leggere molto, oltre a vedere cose di un certo interesse. Per questo, presto - spero molto presto - ci saranno un bel po' di succosi aggiornamenti. Per adesso, continuiamo così: saltuariamente...

12.9.06

Play It Again, Sam

TRA POCO MENO di 18 ore Apple - Steve Jobs - presenterà con tutta probabilità il suo negozio di film online. Dopo quello di Amazon. Che, a quanto pare, è una bella ciofeca. Salvo brutte sorprese, tra circa 18 ore si dovrebbe capire come mai da tre anni iTunes Music Store continua ad essere il numero uno per la musica, i videoclip e i telefilm.

10.9.06

Primo giorno di scuola

DOMENICA, VADO A Parigi (e Londra, e Parigi e ancora Londra) ma intanto per Gary B. Trudeau e Doonesbury è tempo di scuola...

7.9.06

Get a Wii...

AVETE PRESENTE LA campagna pubblicitaria (notevole davvero) di Apple intitolata Get a Mac? Quella con i due computer interpretati da due attori che somigliano in maniera subdolamente inquietante ai giovani Steve Jobs e Bill Gates? Ebbene, qualche giocherellone in rete si è divertito a rifarla per presentare un confronto tra la futura PlayStation 3 e la console di Nintendo, Wii. Ed è straordinaria, a parte un unico piccolo dubbio: se l'aspirante regista conosce un'aspirante attrice come quella che interpreta Wii, perché perdere tempo con lo spot? Vedere per credere...

6.9.06

Londra e Giappone

IO SONO A Londora e la principessa Kiko ha appena dato un erede maschio all'Impero Giapponese, dinastia - dicono loro - di 2.500 anni. Son cose (peraltro, stasera sono a Milano di nuovo, se Dio vuole...).

5.9.06

Tv Sorrisi e Download

PER QUELLI TRA voi con il palato fino per il telefilm made in Usa, ecco le date di alcune delle prossime ripartenze. Se ne avete altre da segnalare negli Usa, aggiungetele nei commenti e le mettiamo nella lista.

NBC
My Name is Earl -- Thursday, September 21st @ 8:00 PM
The Office -- Thursday, September 21st @ 8:30 PM
Studio 60 on the Sunset Strip -- Monday, September 18th @ 10PM

ABC
Lost -- Wednesday, October 4th @ 9PM

Fox
House -- Tuesday, September 5th @ 8PM

CBS

Sci-Fi
Battlestar Galactica -- Friday, October 6th @ 10PM

FX
Nip/Tuck -- Tuesday, September 5th @ 10PM

WB
Gilmore Girls -- Tuesday, September 26th @ 8PM

HBO
The Wire -- Sunday, September 10th @ 10PM

Showtime
Weeds -- Sundays @ 10PM

4.9.06

Reality check

MENTRE BEPPE GRILLO lancia l'Opa nazional-popolare su Telecom Italia (ma qualcuno ha fatto l'anti-doping ai suoi creativi d'agenzia?), Peace Report (che è invece una cosa seria ed ottima, anche se lo conoscono in pochissimi) segnala che la sfavillante e ipertecnologica ferrovia d'alta quota cinese non funziona e racconta la storia di Daniel, un migrante piccolo piccolo.

Perché non facciamo una bella cosa e smettiamo tutti anche solo di considerare che esista Beppegrillo.it e invece cominciamo a leggere e far leggere Peacereporter.net?