30.7.06

Ehi, rilassati: è domenica

STO QUI AL caldo - tra una settimana sono a New York, però, e poi a San Francisco sino a fine mese -, devo scrivere i soliti millemila articoli arretrati ma invece penso: e se l'autore fosse morto? Se il concetto di autore, voglio dire, fosse esaurito? Il suo ruolo storico, il suo statuto, la sua identità (identità di persona, di opera, di senso), la sua possibilità?

Se l'industria culturale, collassando nella frizione con la rete, si contaminasse irrimediabilmente e producesse un post-autore, un Autore 2.0?

Ci avete mai pensato a quanto sia centrale nella nostra società la figura dell'autore? E' il motore che giustifica e muove e nobilita sempre più non solo la cultura ma anche l'industria e il pensiero.

La rete invece parcellizza la sua identità e crea qualcosa di nuovo, diverso da quello che si è costruito partendo dall'identità autoriale del Settecento, dal progetto di autore della rivoluzione industriale, dell'illuminismo, della rivoluzione francese e poi dell'industria culturale contemporanea. Il mondo perde questo germe contaminante e giustificatorio, questo virus o meglio lievito che fa crescere le torte e il pane del consumo quotidiano.

Al suo posto, si apre una società nuova, con modelli distributivi nuovi, modelli di consumo nuovo, paradigmi autoriali completamente differenti. L'era dell'Autore 2.0, appunto. Per adesso è in versione beta, preliminare, ma presto potrebbe cambiare tutto il nostro panorama mentale. Ci pensate?

Ecco, io la domenica mi rilasso così...

1 commento:

Kurai ha detto...

Questo si potrebbe ricollegare al tuo post precedente sulla ricerca e sulla colllaborazione.
Ci sono dei problemi mica da poco da risolvere, ma mi sembra che l'unico modo per farlo sia abbandonare i preconcetti tipici dell'era pre-Internet, e non dare nulla per scontato. Il concetto di autore, quello di attendibilità, quello di identità sono tutti campi da esplorare, e che dovranno essere socialmente ridefiniti tenendo conto dei cambiamenti introdotti dalla rete.