6.4.05

Houston, abbiamo un problema

QUANDO UN MERCATO funziona bene, quando cioè domanda ed offerta si incontrano con facilità, con mutua soddisfazione scambiando soldi per beni e utilità, allora è efficiente. Poi, ogni tanto, salta fuori una nuova tecnologia, un nuovo modo di lavorare, anche semplicemente un nuovo stile di comportamento, e il mercato all'improvviso non è più efficiente.

Chi ha costruito le sue fortune sulla struttura del mercato resiste, mentre compaiono altre offerte e soprattutto il comportamento dei consumatori si fa differente: "tradiscono" i vecchi per cercare quel che desiderano dai nuovi. C'è una nuova efficienza emergente, che attrae tutti quanti come l'orizzonte degli eventi di una stella collassata attrae la materia.

Ecco, in Australia la gente scarica i telefilm da Internet perché sei-otto mesi di ritardo rispetto agli Stati Uniti - paese in cui si parla la stessa lingua - sono diventati insopportabili nell'era di Internet e di BitTorrent. Idem in Gran Bretagna. Qualcosa, quindi, sta per cambiare: c'è chi parla di un iTunes del video e sia Microsoft che altri stanno affilando le armi.

Aspettiamo e vediamo se l'offerta è adeguata. Se c'è una lezione che iTunes Music Store ha dato al mercato (conquistando il 90% della musica digitale venduta legalmente) è stata la seguente: iTMS non ha cercato di fornire un servizio migliore dei negozi di dischi o di quelli virtuali (e bruttini) della concorrenza. Ha cercato ed è riuscito a sconfiggere il vero competitor: l'offerta di musica piratata attraverso il P2P (cioè il primo Napster, Kazaa, DirectConnect e via dicendo) offrendo un prodotto migliore a un prezzo accettabile con una qualità superiore. Ci sarà qualcuno che farà la stessa cosa per il video?

1 commento:

Antonio ha detto...

In effetti iTMS non ha conquistato il 90% del mercato etc. Lo ha creato. Non credo che l'economia totalmente anarchica, basata sul baratto di beni realizzati da altri sia sostenibile nel lungo periodo.

La sconfitta della pirateria non è mai totale. Il libero scambio è però un'opzione legata a tanti fattori: assenza di alternative, presenza di materiali facilmente copiabili, assenza di enforcing delle eventuali norme, educazione dei consumatori etc.

Io personalmente non credo che sia corretto pascolare nei prati comuni consumando il fieno di tutti gli altri. Ma Lessig sostiene che non stiamo più ragionando di un'economia della scarsità (fondamento della teoria economica moderna), bensì di una economia dell'abbondanza infinita. Almeno, fino a che sono sostenibili i costi della macchina culturale che genera i sogni da scaricare con Kazaa e BitTorrent...