8.11.09

Repositioning

GARRY B. TRUDEAU: come ogni domenica, Doonesbury.

7.11.09

L'ultimo esotismo

VOGLIO ANDARE A visitare Saint-Pierre-et-Miquelon (magari non in inverno). Voi ci siete mai stati?

Cose che si fanno in settimana

IERI SONO STATO all'Istituto dei Ciechi di Milano, in via Vivaio: una struttura storica molto bella. L'opportunità era il regalo che mi ha fatto una mia amica, Francesca, di visitare la mostra Dialogo nel buio.

Il punto è che chiamarla mostra non è esatto. È invece una esperienza completa, che può toccare corde e sensibilità differenti a seconda di come la si avvicina e la si vive. L'idea è qualcosa di cui tutti abbiamo già sentito parlare, ma che in realtà dovrebbe far parte del bagaglio di formazione di chiunque: si entra in una serie di ambienti immersi nell'oscurità completa accompagnati da una guida non vedente, e, nella totale mancanza di luce, si sperimenta un modo differente di percepire basato sul tatto, sull'udito, sull'olfatto e sul gusto.

Dicevo che può toccare corde e sensibilità differenti a seconda di come la si avvicina: è infatti anche un viaggio dentro al viaggiatore che entra nel buio. Si cercano e si capiscono alcune paure, oppure sono loro a cercare noi (dato che le paure ci capiscono sempre benissimo). Cos'è che ti spaventa di più, sulla soglia di una stanza completamente buia: il senso di oppressione e di claustrofobia che viene da dentro, istintivo, o il senso di ansia e di angoscia che provi per un attimo a pensare che quella stanza è come da sempre alcuni di noi vivono la loro vita?

Si gira in piccolo gruppo con la guida non vedente (nel mio caso, Pietro) che diventa il tuo supereroe personale, dal quale dipendi moltissimo, così come ti senti legato dalla presenza e dalla vicinanza degli altri esseri umani. Quelli stessi esseri umani che probabilmente sul tram o in una visita ad un museo cercheresti con garbo di evitare. Si fa un percorso lungo, interessante, che non svelo per non togliervi il piacere. Dura un'ora, e la vale tutta.

Alla fine, seduti nel Cafénoir, ovviamente al buio totale, una dei compagni di esplorazione commentata che "è stato bellissimo". Uscendo a riveder la luce, dopo aver visitato anche pezzetti di quello che ho dentro e provato a capire pezzetti di quello che c'è intorno a me, non potevo che essere d'accordo.

6.11.09

L'uomo che scrisse Think Different

L'INTERVISTA COMPLETA A Ken Segall, il creativo che ha lavorato quindici anni per Apple, aiutandola a definire qualcosa di più delle sue pubblicità. Qui.

Money Quote: “I’ve put in 14 years working with Steve Jobs on both Apple and NeXT,” says Segall. “I’m the author of the Think Different campaign and the guy who came up with the whole “i” thing, starting with iMac.”

5.11.09

Bye bye, caro Diario

CON IL NUMERO DI dicembre, che sarà in edicola tra un mese e un giorno, Diario chiude. Il mensile fondato da Enrico Deaglio, diretto da Massimo Rebotti, veniva pubblicato dalla famiglia Formenton. Era nelle edicole dal 23 ottobre 1996 (qui la storia, qui il sito).

Di tutti i giornali per i quali ho scritto, Diario è stato per molti motivi il più bello: l'amicizia con Massimo, la stima per la redazione, l'incredibile lavoro giornalistico fatto negli anni grazie a Enrico Deaglio, la formula grafica per un certo tempo geniale. Mi mancherà leggerlo.

L'annuncio ufficiale potrete leggerlo da domani, nel numero in edicola per tutto novembre.

Crash! Sbam! Boom!

STAMATTINA SARANNO STATE le otto meno un quarto una signora è uscita senza guardare dal cancello di casa, il civico 32 di via Bramante qui a Milano, e boom!, il sopraggiungente tram 12 l'ha presa in pieno e schiacciata contro il muro. Lei è in ospedale, spero non grave, il resto è un casino: tram bloccati, pompieri che sfasciano l'auto per disincagliare il mezzo, vecchietti che guardano da tutte le parti, vigili urbani che mentre scatti le foto vengono a chiederti chi sei ("un parente?" "no, un giornalista", "ah, allora va bene, faccia pure": ma per piacere!)...

3.11.09

Hank Moody is back again

CI SONO CERTE cose che hanno il potere di rilassarti e gratificarti. Ad esempio, una giornata di sole dopo tre di pioggia. Oppure, dopo un giro lungo una settimana attraverso il Centro Italia, tornare e trovare che è ripartita la tua serie televisiva preferita: Californication. Terza stagione, come - se non meglio - delle precedenti.

Californication01

Il protagonista è David Duchovny, che sta vivendo una seconda vita professionale dopo la parentesi dei telefilm soft-core (beh, anche qui non scherza, ma almeno c'è un senso). In Italia è stata ampiamente promossa un annetto fa, pure con le pubblicità sui tram a Roma e Milano, cercando di fare il gioco dei canali satellitari e a pagamento (negli Usa, visti i contenuti, può andare solo sulla tivù via cavo, vale a dire Showtime in questo caso). Non so però con quale successo.

Californication02 

Il prodotto è quasi adolescenziale nella sua costruzione e ha caratteristiche plausibili solo grazie al realismo spinto della produzione: sembra di sentire l'odore dell'oceano che si alza dalla passeggiata di Venice Beach e il vento che ti morde sulla Porsche da crisi di mezza età di Duchovny. Per ventitré minuti ogni settimana è possibile perdersi in questa "città delle donne" all'americana, dove a 49 anni lo scrittore aggressivo e trasgressivo Hank Moody ha tutte, dai 23 ai 60, che gli si buttano ai piedi (o da quelle parti, insomma). E dove la sua ex è anche la sua migliore amica, insieme a sua figlia

Californication03

Amo la fantascienza e i romanzi per un pubblico juveniles. In questo caso Californication è letteratura consolatoria all'ennesima potenza. Proprio quello di cui c'è sempre bisogno, soprattutto di questi tempi.

1.11.09

Does 1500 work for you, Ma'am?

SIAMO ARRIVATI AL momento settimanale di Doonesbury, di Garry B. Trudeau, come ogni domenica

L'anno del carpiato che viene condensato in una sola settimana

HO UN PO' di immagini nella retina che ho accumulate in questi giorni. Sono stato a Lucca Comics & Games, dove avevo un bel dibattito da moderare lo scorso giovedì sul futuro digitale dei fumetti nell'ambito dei Comics Talks. E poi a Lugo di Romagna, per un altro incontro-workshop di lancio di LugoNextLab, incubatore-acceleratore d'impresa partecipato dalla fondazione delle banche locali e dagli enti locali. Meraviglioso il modello inclusivo, in cui ci si trova tutti insieme: il sindaco comunista (ops, diellino), il comandante della locale stazione dei carabinieri, gli imprenditori e i rappresentanti delle cooperative, il vescovo, infine, che benedice il tutto. Guareschi non tramonta mai.

Lugo è la patria di Francesco Baracca, pioniere dell'aviazione e asso della Prima guerra mondiale. Una figura che andrebbe rivalutata, se non altro in funzione di stemperamento del facistissimo Italo Balbo, poiché fascista Baracca non poté mai essere, in quanto morto nel giugno del 1918, durante la Battaglia del solstizio e quindi prima della fondazione dei Fasci italiani di combattimento nel '19.

La logistica di questi giorni è stata interessante; ve la racconto. Sono calato a Firenze la sera di mercoledì 28 con il Frecciarossa serale che arriva nel tardo dopocena. Casa, riposo e la mattina presto di giovedì 29 sono andato in Comune a rifarmi la carta d'identità. A Palazzo Vecchio, perché da tempo come sapete vorrei mettere le mani sopra quella in formato elettronico. Esiste ovviamente una sola macchina per stamparle, quindi un'unica coda, un'unico tempo biblico di attesa. Ho scoperto di dover fare la denuncia di smarrimento della precedente (non si può autocertificare), e una volta tornata con il foglio mancante ho poi scoperto che la macchinetta si era nel frattempo guastata. Scorato, sono andato a Santa Maria Novella per prendere il treno per Lucca. Un fetido regionale da pendolari con cadenza minimale, che ferma ovunque, anche a casa dei parenti del capotreno, e in compenso puzza.

Lucca è stata una piacevole e bella esperienza, e se ne riparlerà separatamente. Qui valga soprattutto dire che il dibattito è andato più che bene e che Walt Disney ha annunciato l'applicazione per iPhone (e altre piattaforme) che consentirà di comprare le storie di paperi e di topi in formato elettronico a pochi centesimi di euro. E poi qualche rapida considerazione sul fatto che a Lucca si danno appuntamento non solo gli appassionati di fumetti, ma anche quelli di giochi di vario genere, e di quello strano fenomeno che è il cosplay, cioè il costume roleplay. Una forma di travestitismo teatrale o carnevalesco che si svolge fuori da spazi predefiniti. Lucca, che ospita da 43 anni la fiera (nacque a Bordighera e poi "migrò" nella cittadina che venne amministrata dal cospiratore romano Bruto), ha da non molto tempo istituzionalizzato il cosplay, accogliendolo dentro le mura in forma ufficiale. Gothic, medievali, fantasy, manga: c'è di tutto. E c'è anche chi racconta di duelli notturni sulle mura, con il chiar di luna che fa scintillare le lame...

Torniamo alla mia logistica. Venerdì dopopranzo, treno per Firenze (fetente, lumaca e pure in ritardo di 35 minuti all'arrivo, come all'andata nella classica versione toscana con carrozze a due piani e a piano ribassato, che in Lombardia sono state quasi completamente radiate e sostituite con i convogli Vivaldi) e nuovo treno per Faenza, da dove mi sono venuti a prendere per andare nella vicina Lugo.

Questa della Faentina era la chicca nella logistica della settimana che preparavo e che avevo studiato fin da principio. Per andare da Firenze in Romagna ci sono due strade: o si va a Bologna, si cambia e si scende giù, oppure si taglia l'Appennino lungo la via Faentina che, appunto, conduce a Faenza. Qui, da alcuni anni, è di nuovo operativa la linea ferroviaria che sul versante Toscano fa parte delle direttrici per i pendolari, mentre su quello emiliano-romagnolo è sfruttata meno intensamente.

Dentro Santa Maria Novella la collocazione del treno è al binario 18: ricordavo che la stazione principale di Firenze in realtà ne ha 16 e ho scoperto che si tratta di quella coppia nuova realizzata in tempi recenti lungo il fianco destro, all'altezza della Fortezza da Basso (da dove si può anche salire). Le cose cambiano in dieci anni, anche repentinamente e più di recente (la tranvia è quasi pronta a partire e il Duomo è stato chiuso, in modo tale che gli autobus del centro non possano più andare dalla metà est alla metà ovest di Firenze. Com'è intelligente e "strategico": viva il sindaco!). Sul passaggio che dà l'accesso ai treni ci sono un po' di biciclette legate e ce consentono di intuire come nell'area fiorentina forse qualche pendolare ci pensa seriamente a sperimentare forme di mobilità alternativa. Ricordo per chi viaggia in treno che ci sono abbondanti spiegazioni su come muoversi con la bici (qui in pdf).

Passato il nodo di Santa Maria Novella, in realtà la ferrovia che curavo da tempo (e che arriva sino a Ravenna) è assai antica. Venne inaugurata nel 1893, ampliata fino al 1913 e faceva da collegamento tra i due versanti appenninici: idealmente arriva a unire Livorno con Ravenna. Ai 101 chilometri della tratta principale si aggiunse poi l'anello di 32 chilometri che univa Borgo San Lorenzo (quindi il cuore del Mugello) a Pontassieve e da qui di nuovo a Firenze.

Un mare di informazioni, compreso i nomi di molte antiche stazioni della tratta e delle opere, fatte poi saltare dai tedeschi durante l'occupazione e la ritirata, e gli itinerari turistici da fare a piedi o in bicicletta partendo dalle singole stazioni, si trova qui. Ancora non lavoravo alla cronaca di Firenze quando partì l'idea di far rivivere la linea, che venne poi inaugurata il 14 gennaio 1999, pochi mesi prima che andassi a vivere a Milano.

I treni con cui si traversa l'Appennino tosco-emiliano sono di due tipi: i "vecchi" ALn 668, diesel 14mila di cilindrata, oppure i "nuovi" (e davvero interessanti e comodi, se ben tenuti) Minuetto anch'essi in versione diesel con motore Iveco da 20mila di cilindrata, common rail ed Euro 3.

Il viaggio non è ancora terminato. Lunedì, cioè domani, ho la trasmissione a Radio24 e quindi devo essere negli studi per l'ora di pranzo. Voglio però riprovarci a prendere questa benedetta carta d'identità: un salto a Palazzo Vecchio alle otto ce lo faccio. Di tempo dovrebbe essercene, visto che la Frecciarossa tutto sommato in due ore e 10 ti teletrasporta a Milano. E se avessero davvero riparato la malefica macchinetta... Poi vi faccio sapere com'è andata.

Money Quote [pdf]: La seconda guerra mondiale colpì duramente la Faentina, con danni ingentissimi agli impianti, tanto che la ricostruzione fu completata solo il 13 ottobre 1957, con esclusione della tratta San Piero a Sieve – Firenze: il collegamento del capoluogo toscano avveniva così solo per la via di Pontassieve. La linea diretta rivedrà finalmente il treno, per la tenace volontà degli abitanti del Mugello, solo il 9 gennaio 1999!

28.10.09

A'Tuin e il pirla di X-Factor

CON LE COSE che non sapevo ci si potrebbe riempire il mare, se mai dovesse svuotarsi all'improvviso. Il problema con Internet è che ti dà la sensazione che siano cambiate le proporzioni, e di cose te ne avanzino a malapena per riempire un laghetto. Ovviamente non è vero, si tratta solo di un'illusione, simile a quella malefica dell'orizzonte causato dalla curvatura terrestre, che ci ha fatto credere a lungo che la Terra fosse piatta, retta da quattro colossali elefanti in piedi sul guscio di una galattica tartaruga che nuota nello spazio e si chiama A'Tuin (sorry).

Per dire, non lo sapevo che Linda Ronstadt, di cui parlavo qui tra gli altri, avesse fatto anche una copertina di Rolling Stone. Di quello vero, intendo, quello che lo facevano in America negli anni Settanta, non di quello di oggi che c'è il Ligabue, il rocker maledetto della via Emilia, e il Morgan, il pirla di X-Factor.

27.10.09

Vecchi classici da riscoprire: Lana

LANA, REGINA DELLE Amazzoni. Lei è Chaterine von Schell, giovane nobildonna ungherese-tedesca, da noi famosa per aver interpretato Maya nella seconda stagione di Spazio 1999. Lana, a quel che ho capito, è solo in tedesco, però...

26.10.09

“We’d never finished a flight.”

DOPO AVER SCRITTO questa cosa nell'altro Posto, mi sono reso conto che mi ero perso il ritorno al lavoro del comandante Chesley B. Sullenberger III detto "Sully" e del suo primo ufficiale Jeffrey Skiles, lo scorso primo ottobre. Un rientro alquanto spettacolare dal punto di vista dell'attenzione dei media, ma per fortuna per niente spettacolare come svolgimento.

Money Quote: “He’s like Madonna,” one woman said, in what surely was the first comparison of a 58-year-old commercial pilot with a white moustache to a lascivious pop star.

Amid the adulation, Mr. Sullenberger and his co-pilot, Jeffrey Skiles, managed to accomplish what they had come to New York to do: Reunite at the controls of a flight from La Guardia that would complete the 90-minute flight to Charlotte.

After landing smoothly in Charlotte around 2:30 p.m., Mr. Sullenberger reached out his hand to Mr. Skiles and they silently congratulated each other on a job uneventfully done. It is a traditional gesture between pilots at the end of a flight, Mr. Skiles said, but this one was a first for them.

“I’d never gotten to do that with Sully,” Mr. Skiles said. “We’d never finished a flight.”